«Il Pd rilanci le proprie idee di sviluppo del territorio»

di Leo Barberio*

Settembre è il mese in cui, di solito, riparte l’attività politica dopo la pausa stagionale. Il nostro essere partito ci impone una riflessione seria sulle tematiche da affrontare in autunno.
Il Partito democratico della provincia di Crotone ha scelto all’unanimità di siglare l’alleanza con i Democratici KR ed insieme si sono assunti la responsabilità di rappresentare politicamente ogni tavolo istituzionale presente nel nostro paese. Insieme rappresentano l’amministrazione comunale di Crotone, la maggioranza delle amministrazioni locali, la Provincia di Crotone, la Regione Calabria e da qualche giorno sono allineati anche al governo centrale.
Tutta questa rappresentanza territoriale nelle mani di pochi soggetti è un’opportunità che non ci possiamo far scappare.
Il mio partito deve assumersi l’onere, in assenza di una visione complessiva, di mettere in campo azioni strategiche e realizzabili per un territorio pieno di potenzialità come la nostra provincia.
Il primo punto che dobbiamo affrontare è la questione ambientale, partendo dall’assunto che il piano regionale dei rifiuti indica come via l’autosufficienza provinciale per lo scarico in discarica, tralasciando che negli ultimi 15 anni tutta la regione ha scaricato da noi e che per solidarietà territoriale oggi dovremmo essere noi a scaricare altrove. Questo senza guardare troppo ai tecnicismi ma cercando una soluzione politica all’emergenza. Inoltre, dovremmo avviare una fase di differenziata anche in città dove l’amministrazione rischia di perdere finanziamenti importanti che potrebbero aiutare un percorso virtuoso.
In seconda battuta dovremmo avviare una fase di colloqui con aziende e sindacati per stilare una piattaforma per il lavoro, parola poco usata ultimamente. Abbiamo l’onere di portare una parola cosi importante agli onori della cronaca. Si deve pensare ad un accordo strategico tra domanda ed offerta di lavoro cercando di mettere in moto economie nuove, partendo dall’organizzazione di un turismo che infranga la solita stagionalità e si concentri ad ampliare flussi turistici sia nei mesi invernali (vedi Sila) e sia in primavera e autunno. Il tutto si potrebbe realizzare con l’ausilio delle istituzioni che possono partecipare e invogliare le attività ricettive a partecipare alle fiere a cui, enti come la regione, partecipano con scarsi risvolti sulla nostra provincia. Il tutto deve essere comunque accompagnato dalla sponsorizzazione nelle attività ricettive di prodotti locali.
Naturalmente non possiamo tralasciare le crisi aziendali esistenti, come Abramo e i dipendenti delle aziende già chiuse negli ultimi anni, che sono nella perenne incertezza di essere o meno collocati ad altre mansioni o altre attività.
Un altro problema di difficile soluzione nella nostra amata terra è la questione sanitaria, allo sbando dopo il decreto Calabria. Non c’è, al momento, una visione a lungo periodo di come si deve uscire da questo commissariamento che dura ormai da anni e che tutti i commissari che si sono susseguiti hanno contribuito a peggiorare. Su questo la nostra idea deve, per un attimo, uscire dalle faide politiche e affermare che la sanità non ha prezzo e che i cittadini non possono morire per i freddi risultati di numeri che impongono chiusure di reparti e blocco nelle assunzioni, fermo restando la straordinaria professionalità dei lavoratori di quel reparto che sopravvivono in condizioni ormai disumane, prendendosi cura di pazienti ormai esasperati dai disagio. D’altro canto però la politica deve un attimo mettere da parti egoismi personali e clientele (nella sanità tante) e premiare il merito delle professionalità e la leale competizione nei fornitori dei prodotti e servizi. Solo così il tempo dei commissari si abbrevia senza conseguenze per un diritto fondamentale sancito in costituzione.
Infine, la questione infrastrutture e viabilità partendo da quella provinciale, su cui negli ultimi anni qualcosa si è speso ma non basta a coprire 15 anni di mancata manutenzione. L’ultimo intervento è stato finanziato dalla Regione ma poi parzialmente deviato su altre attività, oggi serve un finanziamento straordinario che rimetti le strade in condizioni di essere chiamate tali. Questo intervento serve alle imprese, ai cittadini e soprattuto alle madri che in questi anni si sono viste private dall’affetto dei propri figli morti per percorrere le nostre vie di comunicazioni.
Nelle infrastrutture invece dobbiamo smetterla di fare proclami e servire in maniera appropriata questo territorio di un aeroporto con una programmazione ampia e che programmi voli sicuri per l’intero anno verso Roma e Milano e durante i periodi turistici voli verso territori ove le attività turistiche sponsorizzino i propri servizi.
Il porto, invece, deve essere inserito in un contesto regionale dove si dia una destinazione chiara difendendo la dignità di un territorio.
Per tutto questo e altro ancora dobbiamo uscire delle stanze di via Panella e cominciare a testa alta a dire la nostra, ad incalzare i nostri rappresentanti istituzionali con proposte reali e concrete,
mettendo in campo un’ azione politica nelle assemblee istituzionale e con una reale discussione politica portare a casa dei risultati visibili e utili alla nostra comunità.
Noi siamo il Partito che per anni è stato il punto di riferimento politico, culturale e sociale del nostro territorio, oggi non possiamo essere rilegati ad un ruolo marginale ma dobbiamo riconquistare la fiducia di una comunità rappresentando le esigenze in maniera trasparente e con alto senso di responsabilità.
Questa deve essere la nostra direzione dando una scossa alla nostra comunità e ai nostri dirigenti, sfruttando anche il tesseramento straordinario lanciato dal segretario nazionale Nicola Zingaretti oggi a Ravenna. Bisogna riattivarsi per tornare a essere protagonisti del territorio in cui abbiamo deciso di vivere, perché Crotone merita di più.

*presidente regionale Giovani demcratici – segreteria provinciale Pd Crotone







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