«Centri per l’impiego, procedure poco trasparenti»

di A. Baldari* e F. Schipano** 

Siamo costretti a denunciare, ancora una volta, le anomalie che genera il dipartimento Lavoro, Formazione e Politiche sociali della giunta regionale della Calabria, allorquando si occupa della gestione e dell’organizzazione del proprio personale.
Dopo più di un anno dall’inserimento nei ruoli regionali, i lavoratori dei Centri per l’Impiego, per lungo tempo in attesa di una riorganizzazione spesso invocata, ma puntualmente disattesa dai vertici dirigenziali, tranne che per un recente e circoscritto periodo, assistono, come da noi già denunciato, a uno spettacolo che mortifica i principi di efficienza e di trasparenza, a svantaggio delle loro legittime aspettative.
Si attendeva, infatti, da tempo una seria programmazione operativa e tecnica che favorisse una riorganizzazione dei servizi e degli uffici finalizzata a farli diventare il punto essenziale di riferimento del cittadino in cerca di lavoro, soprattutto in uno scenario desolante quale quello di una regione caratterizzata da un tasso elevatissimo di disoccupazione. Oggi i CPI sono, infatti, ancor più elementi cardine nell’erogazione del Reddito di Cittadinanza e delle politiche attive rivolte ai cittadini così come concepito dalla politica nazionale.
E’ di qualche giorno fa la lettera ai dipendenti di categoria D dei CPI, a firma del direttore generale, avente ad oggetto: “Individuazione Responsabili Uffici Operativi, UdP – Centri per l’Impiego e UdP – Servizi per il collocamento mirato”, con la quale l’Amministrazione intende avviare l’individuazione dei funzionari amministrativi regionali ai quali affidare la responsabilità degli uffici operativi del medesimo settore, UdP – Centri per l’Impiego e UdP – Servizi per il collocamento mirato di cui alla L.68/99 e s.m.i., nonché di provvedere alla nomina dei componenti dei “gruppi di lavoro territoriali”. In relazione a tale comunicazione gli stessi dipendenti sono stati invitati ad inoltrare la propria candidatura corredata da curriculum professionale.
Non è chiaro se la direzione generale del Dipartimento intenda, infatti, individuare tali figure per l’attribuzione della Posizione Organizzativa, la cui procedura di attribuzione è regolata dal CCNL 2016/18; ammesso che di questo si tratti, deve essere in tal caso esplicitato, sulla base di criteri quali l’esperienza professionale, le capacità attitudinali (di organizzazione, di decisione, di comunicazione interna ed esterna) e il grado di conoscenze tecniche, giuridiche e gestionali risultanti dall’esame dei curricula acquisiti.
Riteniamo che la procedura adottata per selezionare queste figure sia priva di criteri oggettivi di scelta e di valutazione seria degli stessi, peraltro, manchi dell’attribuzione di punteggi, come esigono le prassi di conferimento di incarichi di responsabilità per garantire trasparenza e imparzialità che così vengono ignorate, rendendo inutile e priva delle ragioni necessarie la stessa pseudo-manifestazione d’interesse. Infatti, essa è priva della pubblicità che dovrebbe caratterizzare una manifestazione d’interesse per essere definita tale, viene inviata come missiva ai dipendenti e non pubblicata sull’albo online; tra l’altro interroga solo il personale di categoria D, ma annuncia che oltre gli incarichi di responsabilità, senza definire la natura degli stessi , giustamente riservata alla categoria D se si trattasse di incarichi di Posizione Organizzativa (ma non è dato saperlo, perché la missiva non lo dice), sarebbe finalizzata ad individuare anche i componenti di non meglio identificati “gruppi di lavoro territoriali”, dai quali sarebbero esclusi di fatto i dipendenti delle altre categorie che negli anni hanno maturato professionalità ed esperienza meritevoli di valorizzazione, soprattutto a seguito del blocco delle progressioni subite dalla mancanza dei rinnovi contrattuali. Inoltre, non vengono chiarite le caratteristiche dei gruppi, gli obiettivi, le risorse economiche da impegnare (sono forse progetti obiettivo?), insomma, non è chiaro se l’appartenenza a tali gruppi sarà retribuita con compensi accessori e quali caratteristiche professionali siano necessarie per partecipare.
Il principio secondo cui la P.A., nel momento in cui deve effettuare una selezione tra dipendenti, deve operare in modo trasparente e deve motivare la scelta effettuata viene violato. Infatti, se s’intende operare delle procedure selettive trasparenti, è necessario indicare i punteggi per ogni titolo o esperienza valutata e comparare i curriculum tra i candidati in conformità ai principi legali.
In buona sostanza, è necessario che il Dipartimento proceda all’individuazione di detti incarichi attraverso un bando interno e che il Dirigente, in base alle domande dei candidati corredate dal relativo curriculum, a seguito della valutazione degli stessi effettuata da una apposita Commissione all’uopo costituita, rediga la graduatoria da cui attingere i nominativi degli incarichi.
E’ evidente come le modalità per la scelta del personale al quale conferire gli incarichi non siano idonee ad effettuare una adeguata individuazione delle professionalità, nonché ad operare scelte oggettive, ma lasciano ampi margini discrezionali ad un dirigente che non avendo mai visitato gli uffici di periferia non ha mai incontrato personalmente i dipendenti che dovrebbe oggi valutare.
Nella P.A., la discrezionalità del Dirigente, seppur prevista, dovrebbe limitarsi alla possibilità di scegliere tra soggetti in possesso della stessa esperienza professionale e culturale e non essere lesiva della professionalità e della valorizzazione dei dipendenti.
Pertanto, chiediamo un immediato ritiro di quanto inviato ai dipendenti di cat. D dei CPI, la pubblicazione di una manifestazione d’interesse chiara negli obiettivi e trasparente secondo le procedure legittime per il conferimento degli incarichi di responsabilità per come individuati nel CCNL; così come chiede chiarezza e trasparenza sulle modalità di costituzione, finalità e individuazione dei partecipanti ai “gruppi di lavoro territoriali” che devono coinvolgere tutto il personale con dichiarata esperienza e comprovata professionalità, al fine di evitare che tali responsabilità e affidamenti o partecipazioni ad attività extraordinarie, peraltro remunerate, siano assegnati, come già accaduto, senza una vera e oggettiva valutazione delle competenze, ma per altre vie sconosciute alla trasparenza.
Infine, in ordine a tali procedure, nel rispetto delle relazioni sindacali, si chiede un immediato confronto.

*Segretario Generale FP CGIL Calabria ** Segretario Aziendale FP Regione Calabria – Giunta Regionale







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