«Il falso ambientalismo della giunta Oliverio»

di Italo Reale*

Questa è stata la parola d’ordine che ha sintetizzato la linea politica della Giunta Regionale sulla costruzione di nuove discariche, linea che dimostra ignoranza e scarsissima sensibilità ambientale, oltre che poco rispetto per i Calabresi come dimostrano i cumuli di rifiuti per strada in alcune città.
Infatti, si tratta di una “parola d’ordine” che indica un risultato da raggiungere ma che non consente, a nessun amministratore di buon senso, di bocciare tutti i progetti di nuove discariche sul presupposto di una presa di posizione politica che è irragionevole sui tempi brevi e forse non potrà mai essere applicata alla lettera.
Perché quello di cui si doveva assicurare la giunta regionale non era che nessuna nuova discarica venisse realizzata ma che aumentasse la raccolta differenziata e che tutti i rifiuti che finivano smaltiti “sotto terra” fossero, prima, trattati negli impianti per ridurne la pericolosità.
Ovviamente l’incapacità, ed il falso ambientalismo, della giunta Oliverio ha reso impossibile raggiungere almeno la certezza di un trattamento generalizzato di tutti i rifiuti calabresi.
A ciò si è aggiunta un’altra parole d’ordine (rifiuti zero) che vorrebbe indicare un progetto di raccolta differenziata al 100% ma che significa, per le associazioni che la difendono , raggiungere livelli di raccolta differenziata che porti sempre meno rifiuti in discarica sino a raggiungere livelli di recupero con percentuali altissime.
Questo vuole dire, modifica dei sistemi produttivi affinché aumenti l’utilizzo soprattutto di mono materiali, una grande sforzo di educazione ambientale, una agricoltura che usi al minimo la chimica ed utilizzi il compost e tante multe per chi non si vuole adeguare.
L’ordinanza della Giunta per superare la crisi (di qualche giorno fa) è il segnale del fallimento della Regione perché è tardiva rispetto alla situazione di crisi, scorretta perché sostituisce (impropriamente e male) quello che doveva essere un programma pensato, esclude una vera concorrenza tra i privati e presenta anche qualche problema ambientale (sicuramente secondario rispetto a quello che può succedere sulle strade calabresi con lo stazionamento di tonnellate di rifiuti non raccolti).
Inoltre impone termini per la presentazione di progetti e la loro realizzazione troppo stretti per poter essere rispettati e che nessuno sarà in grado di rispettare.
Tutto questo è conseguenza della politica “particolare” della giunta che invece di preoccuparsi della Comunità Regionale ha temuto di perdere i voti di chi (nel caso migliore) esprime una ragionata ( o irragionevole) paura della discariche.
Ma a questa giusta preoccupazione non si doveva risponde con l’immobilismo che poi diventa approssimazione ma con un’analisi attenta delle proposte delle imprese private o dei Comuni e rafforzando quell’organismo di controllo (Arpacal) che deve assicurare la correttezza dei comportamenti delle Gestioni.
Ma forse stiamo parlando di un’altra Regione, quella che non c’è.

*Iscritto Pd Lamezia Terme







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