«Tre giorni sul pensiero di Gioacchino da Fiore»

di Franco Laratta*

Studiosi italiani ed Internazionali; esperti ed autorità religiose e politiche, da martedì a San Giovanni in Fiore nel nome dell’ Abate “di spirito profetico dotato” (Dante, Paradiso).
Tra il 19 e il 21 settembre si celebra nell’ Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore il 9° Congresso Internazionale di Studi Gioachimiti che quest’anno porta il titolo “Ordini e disordini in Gioacchino da Fiore”.
A questo quinquennale appuntamento, ormai quarantennale, esporranno i loro studi sedici relatori internazionali provenienti, oltre che dalle Università italiane, anche dalle Università di Francia, Australia, Germania, Scozia e Massachusetts.
L’evento, organizzato dal Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, è Patrocinato dal Senato e dalla Camera della Repubblica, dal MiBAC e dalla Regione Calabria e naturalmente dal Comune di San Giovanni in Fiore, cui fanno da corollario la Provincia di Cosenza e i Comuni di Celico, Carlopoli, Luzzi e Pietrafitta.
Anche quest’incontro di alto valore scientifico, come quelli che li hanno preceduti, punterà a gettar luce su alcuni aspetti specifici inediti dell’influenza che ebbe la teologia della storia elaborata da Gioacchino sulla società del suo tempo e sul rapporto tra papato e impero, riflessioni e approfondimenti che confluiranno pubblicati negli Atti del 9° Congresso.
Il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, presidente il prof. Riccardo Succurro, supportato da un Comitato scientifico diretto dal Prof. Cosimo Damiano Fonseca, in collaborazione con Monumenta Germaniae historia e con l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo, sta pubblicando tutte le opere di Gioacchino da Fiore.
Avvalendosi di un comitato editoriale internazionale, il Centro affida incarichi specifici a esperti per studiare i manoscritti gioachimiti conservati in biblioteche e archivi sparsi nel mondo, affinché si giunga a pubblicare la versione, con apparato critico-scientifico, di una specifica opera riscritta a stampa in lingua latina, secondo un programma editoriale stabilito a monte.
A quest’attività editoriale altamente specialistica fanno poi riferimento i professori incaricati dal Centro di tradurre ogni opera pubblicata di Gioacchino dal latino all’italiano, per renderla accessibile a chiunque.
Bisogna riconoscere che grazie all’attività svolta con rigore e alto profilo scientifico del Centro Internazionale Studi Gioachimiti si sta gettando luce su Gioacchino da Fiore un grande maestro della civiltà europea, che resta perennemente contemporaneo nei posteri per l’attualità del suo messaggio religioso e sociale, denso di una tale profondità, universalità e polivalenza, dove tanti possono ritrovare sempre un pezzo delle proprie verità, dei propri problemi e dei propri bisogni.
Accanto al Messaggio, racchiuso in una trentina di opere scritte tra il 1176 e il 1202, da qualche decennio, si stanno approfondendo gli studi anche sui luoghi e le fondazioni gioachimite delle origini, quelle istituite tra il 1189 e il 1202. Quest’approfondimento sul territorio ha consentito di accertare effettivamente che Gioacchino, dopo un lungo viaggio in Terrasanta, per come racconta l’Anonimo biografo, ritornò in Calabria, la terra natia, “affinché quella regione per lungo tempo sterile fosse fecondata dalla Parola, irrigata dall’Esempio e riportasse una maggiore quantità di Messi”. Il grande Esegeta parlava ai grandi perseguendo le linee della sua teologia della storia e alle genti replicando le parole e l’esempio di Cristo. Dal suo progetto religioso scaturì la Congregazione florense, un modello di riforma della pratica religiosa indirizzata a tutta la società dei cristiani praticanti, monaci chierici e laici, che lui attuò e fece professare a suo tempo, ai congregati, in 22fondazioni istituite a breve distanza l’una dall’altra, tutte disposte lungo la strada di attraversamento della Calabria che da Fiumefreddo Bruzio, attraverso la Sila grande, portava alla foce del fiume Neto, passando per Cosenza, l’alta valle del Crati, la valle del fiume Arvo e la bassa valle del fiume Neto.
Di queste fondazioni restano ancora le vestigie delle domus di Fiore Vetere, di Bordò a Caccuri, delle Terrate a Rocca di Neto e di Canale a Pietrafitta, nonché le grandi abbazie riferibili all’abate Matteo successore di Gioacchino, quali l’abbazia di Fonte Laureato di Fiumefreddo Bruzio, l’abbazia Florense di San Giovanni in Fiore (sopra, nella foto di Pasquale Lopetrone) e l’abbazia di Calabromaria ad Altilia di Santa Severina, Un insieme di monumenti che costituiscono un patrimonio materiale unico e di inestimabile valore, per la Calabria e per il mondo.
Il 9° Congresso internazionale di studi gioachimiti avrà quindi inizio il 19 settembre. In occasione della giornata inaugurale, Poste Italiane sarà presente con un servizio filatelico temporaneo.

*Giornalista, Membro del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti







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