«Calabria campione di nano-politica»

di Ettore Jorio*

La Calabria è diventata un piccolo nano-mondo.
Invero, in questi giorni Gagliato si è candidato a capitale delle nano-scienze, della nano-tecnologia e della nano-medicina.
Molti imprenditori si stanno interessando di nano-particelle e nano-vettori.
Su tutto, la Calabria è però campione di nano-politica. Non solo. Si circonda, oltre che di ballerine, dei soliti nani cui affidare le sorti dei calabresi.
Ciò che infatti altrove si realizza dopo ampie discussioni e ampi approfondimenti, dalle nostre parti viene deciso, quando va bene, nelle solite stanze ad opera degli esponenti di quella nano-cultura che tiene in mano le redini della Calabria da sempre o quasi.
Il percorso che segnerà la fine e l’inizio della nuova legislatura regionale è disseminato di nano-decisioni, intendendo per tali scelte partorite nell’interesse personale senza tenere in alcun conto quello generale.
La fase preparatoria è disseminata da atti di prepotenza, da atti di arroganza e da atti di incoscienza. I veti si alternano con autocandidature, che farebbero bene a lasciare il passo a formazioni politiche più vaste possibili e politicamente omogenee che, se in linea con la maggioranza che sostiene l’attuale Governo, potrebbero risultare vincenti su coalizioni frequentate dai peggiori sovranisti.
Gli atti di incoscienza sono caratterizzati da volgarità, da errate emulazioni di quello che distinse l’allora neonato grillismo dal resto della politica. Con ciò, senza scandire programmi, se non enunciazioni dei diritti in generale e cercando di mobilitare “gli uomini e donne di cielo, di terra e di mare”. Un po’ similmente a come fece Mussolini nella sua dichiarazione di guerra. Non solo. Atti caratterizzati da attacchi grossolani e maleducati contro una burocrazia che in Calabria ha bisogno di più attenzione formativa, ma che fa davvero fatica a limitare le prepotenze della politica che pretende di dominarla attraverso la premialità delle nomine.
La politica, quella che ha consumato la sua fisicità ordinaria che l’ha distinta dall’attuale nanismo, è tutt’altra cosa.
Non è praticabile in termini di autoreferenzialità, spesso anche bugiarda nel senso di raccontare balle su ciò che si è prodotto omettendo quanto non si è fatto, né tampoco può prescindere dai grandi temi che occorrono alla Calabria.
Prima di tutto, è il suo rapporto con lo Stato il suo tradizionale riferimento primario, un suo amico-nemico, nei confronti del quale rivendicare bonari atteggiamenti e finanziamenti ex post a rimedio dei disastri miliardari compiuti.
Necessita cogliere l’occasione del regionalismo differenziato per diventare “qualcuno” nel Paese e nell’Ue.
Al riguardo, necessita bandire le assurdità che si ascoltano in questi giorni, che tendono a inculcare la preoccupazione, nei cittadini, di un attacco del Nord all’esistenza del Sud: un modo per riproporre l’immagine cinematografica dei lunghi coltelli contrapporti alle giubbe grigie.
Questa è una nano-conoscenza costituzionale, alla quale va posto rimedio solo che si voglia contare diversamente attraverso nuove regole e uomini e donne culturalmente più attrezzati.
Una migliore sanità, una assistenza sociale più attenta, buone politiche di turismo, trasporti pubblici locali, sicurezza del territorio e ambiente sono i risultati che conseguiranno a seguito di un regionalismo differenziato ben ponderato e richiesto.
Lavoriamo per il prodotto politico e non per quei programmi che non si mantengono, da taluni urlati persino alla luna, con un linguaggio peraltro degno dei mercati egiziani.

*docente Unical







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