«Regionali, le fibrillazioni scuotono le coalizioni»

di Franco Scrima*

Quando si dice che piove sul bagnato! Una regione che avrebbe bisogno di unità, a pochi mesi dalle elezioni regionali, come mai prima d’ora appare frazionata e mostra tutte quante le crepe così da non lasciare sperare per il futuro.
In questo estremo lembo dello “stivale” continuano ad affollare la scena politica le congetture più strane, figli di “stimoli” personali dei soliti noti che, però, hanno la forza di coinvolgere tutti gli schieramenti, da destra a sinistra. Si vuole che siano questi i nuovi tatticismi politici per la Calabria. Ma si capisce che sono menzogne e non si valuta che la popolazione possa reagire scegliendo la strada dell’astensionismo che rappresenta un male assoluto. È, questo, un tema che domina da anni il dibattito politico in Calabria, anche se questa volta si avverte, forte, la richiesta di una risposta responsabile ai bisogni della gente.
A pochi mesi dalle consultazioni il panorama politico appare statico, privo di certezze: persino il Partito democratico mostra per intero le crepe della sua organizzazione frutto dello stato di guerra, voluto da alcuni ex notabili, che ha reso labile i rapporti al suo interno. Da una parte c’è Mario Oliverio che sta conducendo una battaglia per avere riconosciuto il diritto alla candidatura. Si sforza di far capire che la sua estromissione per correre alla presidenza della Regione è un atto di pirateria politica visto che lo Statuto del partito gli dà facoltà di candidarsi per un secondo mandato. Ma l’idea di Oliverio si scontra con quella del Commissario regionale del Pd e, ovviamente, anche con un gruppo di eletti, tra i quali c’è anche una formazione di ex renziani, che si oppongono rimanendo al riparo del paravento di non meglio identificate “scelte coraggiose” che in realtà significano voler escludere dalla competizione Oliverio in nome di un preteso cambiamento.
Ma il presidente uscente può contare sui circoli del Pd il cui comitato si è schierato al suo fianco e per rispondere agli organi del Partito con un duro documento nel quale si affermava che «La linea delle imposizioni e delle scelte calate dall’alto, rischia di generare l’espulsione del Pd dalla Calabria e dall’attenzione dei calabresi». E infatti un segnale arriva da tre “pedine” importanti: Bevacqua, Ciconte e Guccione, i quali si sono autosospesi dal Partito adducendo come motivazione la considerazione che «il Pd in Calabria difetta di organizzazione, di strategia interna e di analisi delle condizioni della regione».
Anche un centinaio di sindaci calabresi hanno formato un cartello e preso posizione a sostegno del Presidente uscente; il che offre la possibilità, nel caso il Pd rimanga sulle sue posizione oltranziste, che Oliverio decida di candidarsi con una lista civica. Situazione poco fluidificante anche sui tavoli degli altri schieramenti. Il Movimento 5 Stelle esclude, infatti, alleanze in Calabria con il Pd.
Ma neanche Forza Italia è immune da un dualismo tutto catanzarese. A rivendicare la candidatura alla presidenza della Regione sono in campo in tre: la deputata Wanda Ferro, il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo e Mario Occhiuto, primo cittadino di Cosenza. Tra questi la più accreditata è Wanda Ferro alla quale vanno riconosciute preparazione, capacità amministrative ed esperienza gestionale. Occhiuto era stato “fatto fuori” da Salvini che sperava, grazie al sostegno dei “leghisti” di Reggio Calabria, di poter imporre un suo uomo per governare la regione. L’idea è tramontata in una settimana e Occhiuto è risalito in classifica.
Fratelli d’Italia, infine, in Consiglio regionale conta già 5 consiglieri in più dopo l’adesione al partito di un gruppetto di “conservatori e riformisti” transfughi da “Direzione Italia”, il movimento fondato da Raffaele Fitto. Questo nuovo gruppo rende più consistente la coalizione di destra, che comunque rimane minoranza, ma può aggravare la situazione del centrosinistra.
Insomma la situazione in Calabria non è delle migliori per tutte le coalizioni, anche per quelle che dimostrano sicumera all’esterno, ma tremano al loro interno.
*giornalista







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