«Scura spieghi come ha quintuplicato il deficit»

di Gianluigi Scaffidi*

Ancora una volta il noto ingegnere in pensione M.S. mi onora delle sue attenzioni in coda ad una serie di elucubrazioni sul piano di rientro frutto di un suo personale storytelling. Questa volta sono anche in buona compagnia essendosi cimentato il noto ingegnere in una sorta di “Scura contro tutti”.
Non posso entrare nel merito delle presunte argomentazioni tecniche con chi ha chiesto, per iscritto, ai suoi collaboratori se la Regione rilasciava prima l’accreditamento e dopo l’autorizzazione alle strutture private. Non ci può essere competizione tra Usain Bolt ed un’anatra zoppa.
L’ingegnere in pensione dovrebbe solo spiegare come sia riuscito a quintuplicare il deficit economico, dando pessimi servizi, laddove aveva preso la sanità ad un passo dalla conclusione del piano di rientro. Infatti, anche con il modestissimo contributo dello scrivente che faceva parte della prima Struttura commissariale, il deficit era stato portato, in poco più di tre anni da meno 280 milioni a meno 30 milioni (novembre 2014). Sarebbero bastati pochi mesi di oculata e competente gestione ed il piano di rientro sarebbe stato concluso. Invece arrivò l’ingegnere in pensione ed il deficit si è quintuplicato. Tutto il resto sono chiacchiere ed altro che danno l’impressione che l’ingegnere in pensione applicato alla sanità si sia ritenuto l’imperatore della sanità calabrese.
Ingegnere, si rilegga la delibera della sua nomina da parte del Consiglio dei Ministri e vedrà come il suo mandato era soggetto a un ben preciso ambito con obiettivi, vincoli e regole dettate dagli stessi Ministeri che, ahimè, l’hanno nominata commissario. Il suo era esattamente un ruolo di civil servant dello Stato ancorché profumatamente remunerato.
Quanto al poco velato dileggio contenuto nel richiamo al mio status di pensionato (nel mentre lei è un giovane stagista!) le faccio notare che il pensionamento non è uno stato giuridico bensì uno stato della mente, del cuore e dell’anima che se utilizzato per guardare al passato rimpiangendo il potere perduto è utile solo a produrre litri di bile che fanno male alla propria salute. Se, invece, come capita allo scrivente noto neurochirurgo in pensione, è utilizzato per continuare a guardare, con competenza e lucidità, al futuro fa trarre giovamento per sé e per gli altri.
Si rassegni caro ingegnere in pensione e mi dia retta: si controlli la bilirubinemia e si riguardi perché nelle mie poche giornate tristi i suoi pensieri pubblici mi tornano molto utili.
Le ricordo, infine, che ancora aspetto la risposta su quali e quante denunce ha presentato alla Procura della Repubblica di Catanzaro su vicende e soggetti maleoperanti nella sanità malata da lei definita «l’altra ‘ndrangheta».

*Segretario aziendale Uil medici del Gom di Reggio Calabria







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