«Le culture calabresi nelle ballate di Francesca Prestia»

di Claudio Cavaliere*

Sarà la cantastorie Francesca Prestia a rappresentare la Calabria nella Giornata nazionale del folklore e delle tradizioni popolari che si tiene sabato 26 ottobre a Roma presso il Muciv Museo della civiltà di Roma – istituto centrale per la demoetnoantropologia – e col patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali oltre che per il turismo. Un programma vasto e composito quello previsto. Dalla mostra sulla poesia del grande cantastorie siciliano Ciccio Busacca che dal tetto della sua 600 multipla della Fiat – quella che non sapevi dov’era il davanti e il didietro – cantava le storie della sua isola; al dibattito con antropologi sul patrimonio delle tradizioni popolari e delle minoranze linguistiche; dalla video proiezione sulle feste tradizionali con le grandi macchine a spalle e sui ceri di Gubbio; alla presenza di artisti e musicisti delle regioni italiane.
È il primo appuntamento nazionale dopo che il 27 agosto scorso è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la direttiva del presidente del consiglio dei Ministri con la quale si indice, proprio per il giorno 26 ottobre, la “Giornata nazionale del folklore e delle tradizioni popolari” che invita le amministrazioni pubbliche, anche in coordinamento con gli enti ed organismi interessati, a promuovere l’attenzione e l’informazione sul tema del folklore e delle tradizioni popolari, attraverso idonee iniziative di comunicazione e sensibilizzazione.
Si tratta di un importante riconoscimento dell’importanza culturale ed economica che hanno i differenti patrimoni etnografici delle diverse regioni e comunità italiane che sarebbe importante che anche la nostra regione diffondesse.
E forse non a caso Francesca Prestia porterà le sue storie e ballate della calabria grecanica, della presenza ebraica nella regione e di quella arbëreshë che avrà, nel corso della manifestazione uno specifico spazio proprio su musiche, canti e storie degli italoalbanesi, all’interno del progetto dell’istituto centrale per la demoetnoantropologia, su “Gli Italiani dell’Altrove”, che vuole mettere in luce la realtà storica e contemporanea delle Minoranze Linguistiche d’Italia, con il loro patrimonio culturale immateriale, l’esperienza storica condivisa di accoglienza e integrazione, ma anche di conservazione dell’identità, senza dimenticare l’attualità del tema dell’immigrazione nel nostro Paese.
Tutti argomenti ben presenti nella produzione artistica della cantastorie calabrese chiamata a rappresentare la varietà e l’enorme potenzialità che può esprimere la Calabria in questo campo.

*sociologo





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