«Autonomia differenziata, giusta la mia battaglia»

di Mimmo Bevacqua*

La puntata di Report andata in onda (qui la notizia) ieri sera su Raitre mi dà pienamente ragione sulla battaglia che sto conducendo da due anni: si scrive “autonomia differenziata”, si legge “secessione dei ricchi” e tanti saluti al Sud e all’unità nazionale. Già oggi, un cittadino emiliano riceve in spesa sociale dallo Stato più del doppio di un cittadino calabrese. Già oggi, inoltre, la legge imporrebbe un Fondo di Solidarietà al 100% che invece è attivo solo al 22%. Se venissero approvate le richieste di Veneto, Lombardia ed Emilia, verrebbero semplicemente azzerati al Sud tutti i servizi essenziali (a cominciare da scuole e ospedali). Come ho scritto a chiare lettere nei documenti agli atti del Consiglio regionale e come ho dichiarato in aula e in tutte le sedi istituzionali, non si può parlare in maniera veritiera e leale di maggiore autonomia se prima non vengono attuati i tre pilastri della normativa vigente: 1) stabilire i Livelli Essenziali delle Prestazioni per tutto il Paese, abbandonando il criterio della spesa storica e basandosi sui fabbisogni effettivi dei territori; 2) erogare al 100% il Fondo di Solidarietà; 3) attuare la perequazione infrastrutturale (strade, ferrovie, ponti e quant’altro). Lo Stato provveda ad applicare la legge in vigore dal 2009 e poi possiamo parlare di tutta l’autonomia che si vuole. A proposito  il leghista Giorgetti dovrebbe spiegare perché, quand’era presidente della Commissione bicamerale sul federalismo, volle mantenere segreto il rapporto ufficiale sulle diseguaglianze di risorse statali distribuite fra nord e sud. Si portino le carte in Parlamento e si dica agli italiani come stanno davvero le cose. Vediamo cosa ne dice Salvini: o sta con le richieste dei governatori del nord, o sta con i diritti dei meridionali. In mezzo non si può stare.

*Consigliere regionale







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto