«I crotonesi devono reagire al declino e risollevare la città»

di Dionisio Gallo*

La congiuntura di due eventi importanti avvenuti nel contesto sociale crotonese, la nomina del nuovo Vescovo della diocesi, tanto attesa, e le dimissioni del Primo Cittadino, chiamano dentro di noi non poche riflessioni. La casualità (per chi crede nel caso) della nomina di un Vescovo originario di Taranto ci riporta alla nostra storia recente; cosi come Crotone un tempo, anche Taranto lotta, proprio in questi giorni, con la possibilità che una grande industria possa lasciare quella terra e, così come Crotone, lo spettro della povertà di un tessuto sociale importante inizia ad albergare nei cuori dei tarantini.
Partendo da queste basi, possiamo confidare che un Vescovo cosi saprà avere cura del nostro territorio, e dare una nuova carica sociale a quella chiesa Crotonese che in tanti, in questi anni, non hanno sentito vicino come avrebbero voluto.
In qualità di medico non mi sfuggono le implicazioni che le industrie pesanti hanno sulla salute pubblica e del territorio, ma è proprio qui che la politica, la cittadinanza e gli imprenditori debbono fare squadra e non creare barricate uno contro l’altro, per fare sì che non si debba più, nel XXI secolo, scegliere tra salute e lavoro, ma trovare una sintesi che dia un futuro lavorativo a chi sceglie di rimanere e a chi, giustamente, vorrebbe ritornare a casa, senza sacrificare la salute personale e lasciare un territorio incontaminato e splendido a noi che viviamo adesso e a coloro che verranno dopo di noi.
I Cittadini, la Politica, le Istituzioni, la Chiesa, siamo tutti chiamati a ricreare quella identità che unisce tutti noi in quanto crotonesi, e, in quanto crotonesi, obbligati, moralmente e fattivamente, a trovare, insieme, il modo per risollevare la nostra città ed il nostro territorio con tutte le armi e le intenzioni possibili.
Ci si pone davanti la scelta, oggi più che mai, di partecipare attivamente alla vita della nostra città, ognuno nel nostro ambito e tutti insieme nella gestione della cosa pubblica, o guardare passivamente ed acriticamente al declino totale.
Oggi il dibattito politico sembra sempre concentrarsi sullo scontro, sulle tifoserie che da una parte tifano per un politico o un altro, perdendo di vista i problemi che ogni giorno i cittadini debbono affrontare; una sanità “sofferente”, la continua perdita di lavoro che obbliga sempre più persone ad emigrare in cerca di altra fortuna, una città sempre più sporca e lasciata a se stessa, piccola, media, grande criminalità, una burocrazia ed una politica che ogni giorno di più sembra incapace, lasciando campo aperto al facile populismo per cui è sempre colpa di qualcun altro e che invece ci sono risposte facili a problemi difficili.
Il dovere delle istituzioni e dei loro uomini, a qualsiasi livello siano, non è quello di “apparire” quando qualcosa accade, ma adempiere al loro ruolo, quello per cui sono stati votati, trovare delle soluzioni, evitare ulteriori impoverimenti, per cui esistono molte armi, ma che a volte, per incuria, incompetenza, clientelismo, non si sanno e non si vogliono usare.
La retorica dei migliori che sono andati via, di una Crotone in cui sono rimasti solo incapaci, voltagabbana, immigrati è chiaramente strumentalizzata, e palesemente falsa; basta osservare la nostra città sui giornali, sui social, per le nostre strada, per vedere che ci sono giovani e meno giovani, appartenenti a qualsiasi classe sociale, che ogni giorno si impegnano sia per gli altri sia per crearsi il proprio posto nel mondo lavorativo in un territorio che ormai offre ben poco; proprio da queste esperienze, che sono tanti e sfaccettate, e spesso ostracizzate per ripicche politiche e personali, che si deve ricominciare per creare una vera alternativa alla desolazione, dipartendo da un tipo di politica che si rifà al popolarismo sturziano, cioè un governo che lotta per fare il bene ed il benessere di tutti i membri della società, da quelle esperienze che ci devono ricordare che politica vuol dire realizzare, ed è ora che realizza davvero.
È triste accettare che negli ultimi anni sia Crotone che la Calabria abbiano vissuto un crepuscolo delle idee, delle azioni, della vitalità, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti; è vero però che ad ogni crepuscolo succede sempre un Mattino dopo, pieno di speranze, nuove idee, nuova forza.
Se non interessa a noi, se non ci facciamo noi carico dei nostri problemi, chi dovrebbe farlo?
*Ex assessore regionale







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