«Situazione disastrosa all’ufficio immigrazione della Questura»

di No Borders – Associazione Culturale Entropia

Non avremmo mai immaginato né pensato che l’Ufficio Immigrazione si potesse trovare in una situazione così disastrosa! Locali fatiscenti dove si accolgono centinaia di persone per le pratiche di permesso di soggiorno […] una folla che si accalca in uno stanzino mentre la fila arriva fino alle scale d’accesso della Questura”. Sono le parole di un sindacato di Polizia, apparse di recente sulla stampa locale. L’Ufficio Immigrazione della Questura di Cosenza versa in una condizione disastrosa, per i lavoratori ma soprattutto per gli utenti.
L’Associazione Culturale Entropia, responsabile del progetto di Servizio Civile Universale “Studenti senza Frontiere”, si è scontrata direttamente con questo problema, segnalato unanimemente dagli studenti internazionali dell’Università della Calabria, destinatari del progetto. Durante le interviste realizzate per la prima puntata del programma radio “No Borders” (che andrà in onda domani, giovedì 14 novembre, su Radio Ciroma 105.7 alle ore 10, e in replica venerdì alle 18), i volontari che curano il programma hanno registrato testimonianze allarmanti. Il quadro dipinto dai racconti degli studenti che in quell’ufficio si recano tutti gli anni per Permessi e Rinnovi, non può lasciare indifferenti. Alcuni raccontano che all’abituale disservizio offerto dall’Ufficio si aggiungono imbarazzanti confronti con il personale, poco informato o formato al dialogo interculturale.
Sono arrivato alle 8 e me ne sono andato alle 14 – ricorda Wanees – almeno 35 o 40 persone aspettavano dentro e fuori lo stanzino (sala d’attesa), pochi metri quadrati, dieci sedie e nemmeno un bagno. Il risultato è stato un rinvio dell’appuntamento e quando ho chiesto il perchè, più di una volta, avendo tutti i documenti disponibili l’ufficiale mi ha urlato: “Ma lo capisci l’italiano? Non insistere sono stanco, è da stamattina che sono qui!” Ero appena arrivato, ricordo che non mi è piaciuto”.
“Sono in Italia da tanto tempo – racconta Eduardo – e tutti gli anni devo andare in Questura. Ho passato lì mattinate, giornate intere a volte. Perchè anche se ci sono i numeri per la fila, non sai quanto tempo devi aspettare. 
Tutti i giorni da anni centinaia di lavoratori, studenti, migranti, rifugiati e richiedenti asilo vivono questa situazione all’interno di un ufficio pubblico e nella provincia calabrese con il maggior numero di cittadini stranieri. Gli spazi versano nell’inidoneità assoluta, palese anche agli occhi dei meno esperti. E’ urgente rendere i locali d’attesa decorosi e adatti ad accogliere il numero reale di utenze. E sarebbe utile predisporre un sistema di smistamento richieste in modo che gli uffici siano preparati a ricevere gli utenti con bisogni diversificati.
E se non è possibile accettare che alcun cittadino debba affrontare l’umiliazione di una burocrazia inefficiente e poco sensibile ai bisogni, ancora di più sentiamo la responsabilità nei confronti degli studenti internazionali dell’Università della Calabria. Alcuni di loro suggeriscono di ripristinare lo Sportello immigrazione che tempo fa operava nel Campus: sarebbe una prima risposta concreta, efficace e opportuna, per la quale auspichiamo si adoperi anche la nuova governance dell’ateneo.







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