«Florindo Rubbettino ha già vinto»

di Francesco Bevilacqua*

Non è vero che l’editore Florindo Rubbettino abbia “rinunciato” alla sua candidatura a governatore della Calabria, come scritto erroneamente dai giornali. Si rinuncia a qualcosa che si è voluto, che si è scelto. E Rubbettino non “voleva” candidarsi, non si è fatto avanti, non ha dato la sua disponibilità, non è “sceso in campo”. Più semplicemente è stato Zingaretti a proporglielo, garantendogli che erano tutti d’accordo. E Rubbettino, da persona educata e responsabile quale è, ha chiesto a Zingaretti riservatezza e tempo per riflettere.
La riservatezza che gli era stata assicurata si è rivelata una barzelletta. Pochi minuti dopo tutti sapevano tutto. Lo scopo della fuga di notizie è fin troppo evidente: gli strateghi del Pd credevano di mettere gli altri di fronte al fatto compiuto. Ma avevano sottovalutato il livello di litigiosità dei competitor di sinistra in Calabria (tutti, invece, auto-candidatisi). Tanto è vero che nessuno ha inteso fare un passo indietro. Sicché Rubbettino, giustamente, non ha avuto esitazioni a “rifiutare” (questa la parola giusta) la proposta.
L’irresponsabilità con cui il nome di Rubbettino è stato “bruciato” dai dirigenti del Pd è paradossale. Non si tira in ballo una persona stimata, seria, socialmente impegnata, non gli si chiede un sacrificio professionale, imprenditoriale, familiare se non si è sicuri di potergli offrire appoggio nel tentare un miracolo sanitario su un corpo metastatizzato come quello della Regione Calabria (intendo l’ente, non certo il corpo sociale).
Dunque, la sinistra andrà alle elezioni in ordine sparso, anzi l’un contro l’altro armati. E perderà. Ma l’unica cosa che funziona veramente in democrazia è la possibilità dell’alternanza: non ci piace chi ha governato? Siamo liberi di rivolgerci altrove. Non c’è nulla da recriminare in tutto questo.
Piuttosto, cinque anni (forse dieci) di opposizione saranno importanti, alla sinistra calabrese (e anche a quella italiana), per far tesoro degli errori, riorganizzarsi e presentarsi come alternativa credibile ove gli altri, i vincenti, avranno, a loro volta, fallito. Ma la lezione che questa vicenda ci offre è anche un’altra. La politica non è solo quella che si può fare sedendo su una poltrona istituzionale. La politica è anche quella che ciascuno di noi può fare quotidianamente con il suo lavoro e il suo impegno nel sociale. E allora Florindo Rubbettino ha già vinto! E senza nemmeno dover combattere. Perché quello che lui – e altri come lui – fanno per la Calabria, in un solo mese, continuando il loro impegno professionale, imprenditoriale, sociale, culturale, è molto più di quanto non faccia, di norma, un governatore, per tutto il tempo del suo mandato.
*scrittore e naturalista







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