«Meno male che ci sono le sardine»

di Ettore Jorio*

Ma per fortuna che c’e’ il Riccardo, che da solo gioca al biliardo, non è di grande compagnia, ma è il più simpatico che ci sia.
E’ una strofa di una bella canzone di Giorgio Gaber dal titolo ovviamente “il Riccardo”. La ebbe a scrivere nel 1969, un anno cruciale per tanti di noi. Per quelli che abbiamo vissuto in batch il “famigerato” 1968, risultato non affatto produttivo, poi, di ciò in cui credevamo.
Tante le nostre colpe di non aver saputo indirizzare i nostri figli alla lotta, destinata a pretendere i nostri e i loro diritti di cittadinanza. Grave la nostra responsabilità di non continuare così come avevamo cominciato. Abbiamo fatto come fanno tutti, non di rado accomodati in più o meno nobili poltrone. Chi ad accumulare potere, chi danaro, chi l’uno e l’altro, fregandosene di un mondo che non cambiava il suo modo di essere ma che neppure rimaneva così come era, anche grazie alle nostre lotte, bensì peggiorava progressivamente. Alle pretese di allora di un sistema più giusto è, quindi, sopravvenuto il colpevole silenzio, l’adeguamento alle solite peggiori regole, finanche i passaggi nelle fila degli ex avversari. Non solo. La partecipazione attiva nei partiti, che furono attori ideali del cambiamento, è stata lasciata in mano ad una governance politica che li ha adeguati alle proprie esigenze autogenerative.
UNA NOVITA’ CHE INSEGNA Meno male che ci sono le “sardine” – che oltre ad essere, come il Riccardo, le più simpatiche che ci siano – rappresentano il soggetto politico in fieri nel quale siamo in tanti a cominciare a credere quantomeno come stimolo, come pungolo per un esercizio corretto delle Istituzioni chiamate a decidere. Insomma, potrebbero garantire una iniezione di «Omega 3» alla politica segnatamente malandata! Quindi i nipoti di oggi che danno lezione ai nonni ieri, veri presuntuosi – a cominciare da me – nel supporre di dispensare lezioni malriuscite ai loro figli. Gli attuali over40, divenuti genitori inconsapevoli di quella nuova generazione che ha deciso recentemente, nella sua assoluta autonomia, di opporsi rumorosamente al genere di vita vissuta dai loro padri/madri.
Bello e significativo il nome venuto fuori in un baleno, lo stesso che è bastato per generare l’enorme seguito che constatiamo nelle piazze. Quel “sardine” che nasce dall’idea di sperare di stare così stretti da essere in tantissimi a manifestare, a rivendicare giustizia e legalità. Magari immaginate stipate in quella scatola che è idealmente diversa da quella del «tonno» (nelle allegorie grilline, il Parlamento) che in tanti loro simili di un tempo, oramai remoto, dichiaravano finalmente di aprire per rivoluzionarlo.
Il nuovo «pesce azzurro», bello nel nome e nelle prime apparizioni televisive, non appare affatto la solita organizzazione populista, tutt’altro. Sembra prediligere il linguaggio semplice ma diretto, senza quei vaffa che apparivano tanto ma che poi si sono tradotti in un’azione di adeguamento al sistema delle combinazioni della vecchia politica, con le quali si rendeva possibile passare senza rossore da una parte all’altra, quest’ultima in netta contrapposizione con la prima.
I dubbi che rimangono sono la loro traduzione in movimento organizzato, i metodi di rappresentanza e di scelta del ceto dirigente. I vecchi errori serviranno a tracciare la via maestra, quella che aveva garantito al M5S il terzo del Parlamento (rectius, quella che era la scatola del tonno da «aprire»). Tutto questo senza commetterne dei nuovi del tipo di presupporre una raccolta vincente dei voti alle regionali, che, invece, saranno nettamente al di sotto del minimo vitale, per garantirsi in Consiglio regionale almeno una rappresentanza.
Nel frattempo, i partiti (tutti) prendano nota e facciano tesoro di questa esperienza/testimonianza che (ri)appassiona la comunità nazionale.
La Calabria, terra ideale con oltre 700 chilometri di spiaggia, bagnata da un mare noto nel mondo per la «rosamarina ovvero sardella ‘mpepata» (al tempo neonata di alici ma anche di sarde), rappresenterebbe il sito giusto per le “sardine” per ivi sperimentare gli effetti pratici della loro iniziativa e, perché no, provare a cambiare ciò che da 50 anni è rimasto (ahinoi) tale e quale!

*docente Unical





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