«Il programma giusto per far risorgere la Calabria»

di Ettore Jorio*

Nelle famiglie di un tempo, specie di quelle ad economia limitata, era d’uso che si organizzasse mensilmente la spesa destinata agli alimenti, stando bene attenti a mettere da parte i quattrini per il pagamento dei mutui/affitti e delle necessità scolastiche dei figli. Riuscendo in questo a capitalizzare qualche piccolo risparmio da destinare ad abbigliamento e agli investimenti, primo fra tutti la classica utilitaria. Era questo il modo più acerbo di programmare l’andamento economico-patrimoniale della unità collettiva fondamentale, quella più piccola che ha consentito alle passate generazioni di recuperare il benessere dopo vent’anni di fascismo e una guerra fratricida. Era sostanzialmente il modo di esercitare quella c.d. economia domestica, insediata quale materia curricolare nella scuola di genere, riguardante l’insieme di competenze per la conduzione degli aspetti pratici della vita di una famiglia e di una comunità. Magari, ad avercela ancora oggi, sarebbe di aiuto a tanti!
IL DOVERE DI CHI PROPONE CHE CORRISPONDE AD UNA INELUDIBILE PRETESA COLLETTIVA Ad ogni elezione, funzionale ad attribuire il potere di governo della res publica nelle sue diverse declinazioni, vi è pertanto la necessità per chi vi si propone di rendere noto il suo progetto. Di scrivere ciò che vorrebbe fare se eletto. Alla comunità elettorale, spetterà poi il compito di scegliere tra le diverse opzioni sottoposte al suo esame.
In Calabria, un onere pesante, attesa la sua necessità di risorgere dalle ceneri nelle quali l’hanno sepolta decenni di malapolitica, di ignoranza e di corruzione. Di un prevalere assoluto della ‘ndrangheta, sempre di più capace di indossare la taglia del blazer della normalità che la rende progressivamente difficile da individuare. Tutto questo ha causato alla nostra regione danni all’ingrosso, che rappresentano i campi di intervento di chi si propone a governarla.
GLI HANDICAP INARRESTABILI IN CERCA DI TERAPIA Una sanità piena zeppa di debiti non ancora rendicontati, perennemente incapace di erogare i Lea, causa dello spreco di oltre 320 milioni destinati ad arricchire le regioni più efficienti del Nord. Non solo. Una sanità che sta perdendo pezzi importanti del suo patrimonio umano-professionale e che inventaria strutture ospedaliere sprovviste di requisiti per la loro esistenza in vita, destinate a chiudere l’una dopo l’altra per evitare il perdurare di una illecita attività.
La platea dei Comuni e delle Province è oramai in asfissia economico-finanziaria e con situazioni patrimoniali precarissime, destinata a coinvolgere molto (molto) più del 50% della totalità degli enti locali, al lordo della città metropolitana reggina.
Un’assistenza agli anziani e ai portatori di fragilità più o meno gravi ridotta ai minimi termini cui si è tentato di dare, in Regione, una soluzione attraverso incaute invenzioni regolamentari esempio della peggiore improvvisazione.
Trasporti pubblici locali che spaventano gli utilizzatori e mettono a rischio gli addetti ai lavori che si vedono quotidianamente invasi dalle proteste delle popolazioni utenti trattate spesso come merce piuttosto che come persone.
Per non parlare delle condizioni delle scuole, delle strade, dell’ambiente con tanti rifiuti giacenti ovunque e maleodoranti, ormai incardinati nei panorami urbani.
Il tutto accompagnato da un menefreghismo generale sul lavoro che non c’è più, cui si tenta di offrire una parziale e immonda soluzione attraverso percorsi di assunzioni dirette e stabilizzazioni illecite con incrementi osceni di precari che, in prossimità delle elezioni, registrano aumenti di diverse centinaia di unità con una semplice complicità dirigenziale.
PARTE GENERALE E PARTE SPECIALE DEL COMPITO DEL PRETENDENTE Queste sono le prime annotazioni da iscrivere nella lista della spesa del prossimo Presidente della Regione che, per divenire tale, dovrà meritarselo con programmi chiari e adeguati. Primo fra tutti quello di mettere in piedi un bilancio regionale azzoppato dall’incuria e dagli inadempimenti dei Comuni che rimarranno, nelle condizioni in cui si trovano, cattivi pagatori ad libitum.
Questa è la parte generale del tema che dovrà essere svolto da ogni pretendente – curando con dovizia di particolari anche il turismo e l’agricoltura, nonché l’impegno a riparare il rischio sismico che grava sulla edilizia precaria delle scuole e dei luoghi ad alta frequenza – per essere promosso a sedere sulla poltrona che è oggi di Mario Oliverio.
SUGGERIMENTI LIBERI, DA FARE PROPRI La parte speciale del componimento da svolgere riguarderà altre priorità, non meno importanti di quelle già affrontate. Tutt’altro. Proprio per questo, li proponiamo nella loro essenziale sintesi!
Disinneschiamo Crotone. È una priorità collettiva, per cominciare a trattare seriamente la tutela dell’ambiente, ivi mortificato e divenuto strumento di morte per tanti crotonesi, offesi nel rispetto della propria persona e delle chance di vita perché avvelenati nei corpi e nelle anime.
Riempiamo di progetti e non solo di buoni propositi le Zes, disegnate male e avviate peggio.
Generiamo nuovi ceti dirigenti attraverso l’arruolamento dei migliori e non dei soliti parenti/affini dei soliti da sempre a servizio dei peggiori decisori.
Sdoganiamo le vecchie logiche quelle che hanno consentito sino ad oggi la permeabilità delle istituzioni, oramai ingombrate dalla corruzione e da metodi che, francamente, sembrano appartenere a culture sudamericane.
Noi vogliamo, la Calabria che ci spetta!
*docente Unical







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto