«Proporre agli elettori l’idea di Calabria da realizzare»

di Ettore Jorio *

In una campagna elettorale, specie di quella per il rinnovo del Consiglio regionale e della designazione popolare del Presidente, occorrerebbe fornire ai cittadini, al di là dei nomi e cognomi dei candidati, le loro intenzioni, il loro propositi e i loro impegni. In una, va promosso il prodotto politico elaborato da ciascuno di essi nella diversità «ideologica» – rappresentato dai programmi e dalle relative obbligazioni assunte – tale da renderlo consumabile dalla collettività, che ne è destinataria e beneficiaria. Il modo, questo, per assicurare una espressione del voto consapevole.
Va da sé che, in una tale ottica, andrebbero individuati i temi bersaglio, scanditi in un arco temporale di conseguimento. Insomma, ognuno dei candidati ha il dovere irrinunciabile di rappresentare ciò che occorre fare nell’immediato, come e con quali risorse realizzarlo, in quanti step temporali adempiere alla promessa, con la previsione delle «sanzioni» nell’ipotesi di inadempimento politico-istituzionale.
Nulla di questo, nella campagna elettorale che porterà la Calabria al voto del prossimo 26 gennaio 2020.
Gli elementi che stanno caratterizzando il confronto tra i candidati – dei quali uno/una assurgeranno alla carica di Presidente della Regione, per non parlare dei 30 che la spunteranno sui 304 in gara per gli scranni di consigliere – sono sino ad oggi difficilmente percettibili. Ciò perché caratterizzati da sterili e ripetitive critiche del passato, dalla elencazione di ciò che non va, da progetti di cambiamento dal sapore fatuo, da squadre di governo non dichiarate e ancora difficili da immaginare sotto il profilo dell’efficienza.
Dunque, senza l’identificazione del «bersaglio», dei «punteggi» conseguibili in caso di realizzazione del centro e quelli da sottrarre nell’ipotesi di flop, ma soprattutto senza sapere con quali «strumenti», giuridici ed economici, e quali risorse umane affrontare la missione di far risorgere la Calabria dalle condizioni in cui il passato l’ha ridotta sarà davvero difficile scegliere. Prioritariamente, convincere i calabresi a recarsi alle urne. L’astensionismo è, infatti, il vero nemico con il quale fare i conti. Invero, a sentire la gente ci si accorge che prevale in essa il senso di sfiducia complessiva nella politica, a nulla valendo le dichiarazioni dei candidati di essere diversi da chi ha (s)governato la Calabria sino ad oggi.
Il dopo Mario Oliverio, che è stata solo l’ultima legislatura regionale a fare le stesse cose di sempre (se non peggio!), è difficile da immaginare in termini di produttività, di rinnovamento, di rilancio della Calabria e di recupero dell’esigibilità dei diritti sociali da parte dei cittadini. Così come è impossibile comprendere come la stessa possa assicurare ai giovani di Calabria il lavoro e la tranquillità per vivere dalle loro parti, vicini alle loro famiglie. Quei nuclei familiari, componente forte della società calabrese, formati per lo più da anziani, a seguito del consistente esodo dei figli/nipoti, indeboliti dall’impossibilità di rintracciare ivi la tutela della loro salute e l’assistenza sociale occorrente ai componenti più deboli, da ultimo massacrata dalla Giunta regionale uscente.
A tutto questo clima di profonda insicurezza sul futuro non pone affatto rimedio la metodologia promozionale dei candidati a consigliere regionale, fatta di affermazioni auto-celebrative, di autocertificazione di doti politico-professionali indimostrate (tutt’altro), di promesse di fare meglio e diversamente da come spesso si è già fatto. Nessuno di loro si preoccupa di fare ancora sapere agli «esaminatori», prestatori del consenso, di cosa si renderà proponente nell’eventuale mandato e in favore di quali temi si batterà, promettendo di non fare le stupidaggini del passato, del tipo quella di avere prodotto fusioni di comuni che, per come perfezionate (!), hanno messo nei guai le comunità coinvolte e le istituzioni neonate.
Quanto alla campagna elettorale dei concorrenti alla carica di Presidente, è appena il caso di rilevare che non hanno dato a tutt’oggi il meglio di loro stessi nel determinare negli elettori la loro idea di Calabria da realizzare. Sino ad oggi si sono occupati degli antipasti e dei contorni.
Rimaniamo tutti in attesa di quali primi e secondi proporranno per offrire loro il dolce e il caffè.

*docente Unical







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