«La speranza e il senso di questa “folle” battaglia»

di Antonino De Masi*

Ho sentito il bisogno nei mesi scorsi di scrivere una lettera appello rivolta alla politica ed in particolare alla coalizione di governo affinché “accorresse al capezzale della morente Calabria”.
La situazione calabrese è sotto gli occhi di tutti e certamente non è un’interpretazione affermare che oggi questa Regione è uno dei territori più “poveri” d’Europa, non solo dal punto di vista economico.
L’abbandono da parte dei giovani che sono costretti a “scappare” per trovare lavoro e cercare di dare un minimo di dignità al proprio domani è un fatto oggettivo e tangibile.
Si è avviato un progetto politico, intorno al più prestigioso imprenditore calabrese Pippo Callipo, di cui anche io sono parte attiva, non sono candidato perché sono molto impegnato nell’attività di rilancio delle mie aziende sul territorio e la mia situazione di “pendolare” mi limita molto. La mia battaglia e il mio vivere nelle condizioni in cui sono ha alla base l’amore e l’attaccamento per la mia terra ed il mio continuare ad essere orgogliosamente calabrese. Proprio per questa ragione sono in prima linea con il mio amico Callipo a combattere questa battaglia.
Dal mio punto di vista il programma politico che dobbiamo avere, si basa su una condizione essenziale, ovvero quella di trasformare il “brand Calabria” da sinonimo di brutto e “maleodorante“ come purtroppo è oggi a valore positivo ed espressione di voglia di riscatto, di dignità e di combattere per la rinascita.
Oggi, grazie anche agli stereotipi trasmessi dalla Lega e dalle modalità violente con cui li diffonde, la Calabria è figlia di bruttezze, illegalità, mediocrità e violenza, oltre che ad essere impregnata di criminalità.
Se vogliamo un riscatto della nostra terra, con l’assunzione delle responsabilità conseguenti, dobbiamo impedire che questi modelli si normalizzino nella nostra quotidianità. Invertire tale situazione ora, subito, è una necessità.
La Calabria e i suoi mali debbono essere curati dai calabresi. Meno individualismo e più collettività. 
Dobbiamo combattere le nostre criticità e dobbiamo farlo noi stessi dando prova della consapevolezza del voler essere protagonisti del nostro riscatto, ne va proprio della nostra dignità.
Il nostro programma, qualora gli elettori ci dessero la fiducia necessaria, si deve basare su due assi che sono dal mio punto di vista indispensabili e come precondizione a tutto il resto, e cioè:

1. Pretendere dal Governo che venga predisposta una “legge speciale sulla Calabria” che abbia al centro i seguenti elementi:
• L’impegno concreto del governo, con atti e fatti,  a mettere la lotta contro la mafia in primo piano; deve essere un obbiettivo chiaro con norme e comportamenti adeguati a tale obbiettivo, ponendo in essere quelle iniziative legislative necessarie per puntare alla lotta contro la criminalità organizzata, che ha privato e priva la libertà di ognuno. Oggi dopo il notevole lavoro svolto dalle Procure e dalle forze dell’ordine è necessario e vitale dare  forza, sostanza e continuità alle attività di “bonifica”.
• Rafforzare le Procure della Repubblica di uomini e mezzi affinché possano combattere tali crimini.
• Rafforzare le forze dell’ordine di uomini e mezzi per controllare il territorio.
• Supportare le pubbliche amministrazioni di uomini e mezzi atti alla prevenzione di ipotesi di collusioni o di infiltrazioni.

L’ente Regione proprio nel tutelare gli interessi della collettività deve farsi promotore di tali iniziative, perché i cittadini calabresi hanno il diritto di vivere, secondo quanto previsto dalle leggi e dalla Costituzione, in libertà e senza poteri criminali che limitano la vita quotidiana.

2. Chiedere al Governo ed alla Comunità Europea, proprio per lo  stato in cui si trova la Regione Calabria, una serie di misure che possano in tempi rapidi consentire la ripartenza dell’economia e delle attività di impresa. È ben chiaro che in un territorio bonificato e con gli adeguati strumenti di sviluppo, l’economia e quindi l’occupazione possono ripartire.

Questi due elementi possono mettere nelle condizioni tutti, in primis i cittadini calabresi e poi gli altri, a credere ed investire in una regione come la nostra, perché vi sarebbe la dimostrazione che proprio dalla Calabria vi è in corso una “rivoluzione” che parte combattendo ed affrontando i propri mali.
Questa è la mia visione della politica, questo è quello a cui noi, combattendo questa “folle” battaglia stiamo ambendo. I volti delle persone che abbiamo coinvolto, le loro storie, le nostre storie, sono l’esempio di quello che vogliamo fare e che faremo se otterremo la fiducia dei calabresi.
Le scelte di oggi avranno conseguenze sul futuro dei nostri figli, guardiamoci intorno. Abbiate fiducia in Callipo, date una speranza ai nostri ragazzi, siate ognuno protagonisti di questa nuova storia per la nostra terra.

*imprenditore





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