L’appello dei bibliotecari agli aspiranti governatori

di Antonio Curcio*

La Sezione Calabria della Associazione Italiana Biblioteche vuole lanciare un appello ai candidati alla presidenza della Regione Calabria affinché inseriscano nei propri programmi elettorali oggi, e nella futura azione di governo poi, l’importante tema delle biblioteche pubbliche. La Calabria è da anni relegata agli ultimi posti nelle classifiche italiane
sulla lettura, sulla qualità delle biblioteche, sull’innovazione, sui consumi culturali, sulla spesa pro capite per acquisto di libri, con attività creative marginali e autoreferenziali, che hanno difficoltà a rapportarsi con il resto del paese. Ciò che è mancato nel decennio trascorso è stata una visione chiara delle politiche necessarie a svecchiare la cultura in Calabria e, nello specifico, del ruolo che le moderne biblioteche pubbliche e in genere i servizi bibliotecari possono avere per migliorare la qualità della vita nelle città grandi e piccole e per riqualificare le aree più degradate delle stesse. Le odierne biblioteche pubbliche in Europa e nella maggior parte delle regioni italiane non sono più organismi residuali o con pochi libri messi insieme alla rinfusa, ma spazi inclusivi e di socialità, luoghi aperti,
servizi per i bambini e per gli anziani, luoghi di cultura e di alfabetizzazione alle nuove tecnologie. Mancando la visione è venuta meno, di conseguenza, una programmazione vera e propria, un piano che vedesse nella modernizzazione delle biblioteche lo strumento per contrastare la sempre più diffusa povertà educativa; per offrire pari opportunità di accesso alla cultura e all’informazione a tutti i cittadini; per promuovere comunità educanti con le scuole, le famiglie, l’associazionismo, per affermare la cultura della legalità e il senso civico. La Regione Calabria ha competenza sulle biblioteche, fin dal 1972, e dovrebbe esercitarla con la obsoleta legge regionale 17/85, che è stata
definanziata da oltre un decennio, caso ormai unico in Italia. Troppo spesso abbiamo visto in questi anni importantissime istituzioni culturali mortificate, sottovalutate o peggio ignorate. E se la Regione Calabria nell’ultimo biennio ha provato a raddrizzare il tiro stanziando risorse dedicate, dobbiamo però constatare che si è trattato di interventi con fondi straordinari, importanti, ma che non garantiscono il funzionamento ordinario delle biblioteche e, soprattutto, in quantità non sufficiente per le istituzioni maggiori: pensiamo alle biblioteche storiche quali la
Biblioteca Civica di Cosenza in perenne crisi, ai sistemi bibliotecari territoriali, istituiti dalla regione stessa, abbandonati poi al loro destino e carenti di personale; pensiamo al nostro patrimonio librario antico per il quale è necessario un intervento eccezionale per farlo riemergere, tutelare e valorizzare, riconoscendolo come un importantissimo giacimento culturale e identitario; pensiamo ai tanti bibliotecari precari e ai tanti giovani laureati che per trovare un’occupazione devono emigrare a fronte di biblioteche sguarnite di figure professionali adeguate. L’appello alla Regione Calabria è che vari un piano di interventi e di sostegno, da concordare con i Comuni e le Province, con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica, con l’ANCI, con le Università e le Scuole e con Associazione Italiana Biblioteche quale soggetto abilitato a rappresentare la categoria; un programma di lavoro in linea con gli interventi di sostegno alla lettura di prossima approvazione da parte del Parlamento, che porti, alla chiusura della prossima legislatura regionale, la Calabria ad avere una rete di biblioteche e di centri culturali
efficiente, composto da biblioteche moderne e funzionanti e da servizi di cooperazione locali e regionali in grado di rispondere alle nuove sfide della coesione sociale e della conoscenza.
Nel dettaglio le proposte sono concrete: 1. Dare applicazione alla Legge Regionale 17/85 sostenendo il Sistema
Bibliotecario Regionale SBR, le biblioteche di Ente Locale e di Interesse Locale, i Sistemi Bibliotecari Territoriali e la cooperazione bibliotecaria.
2. Finanziare in modo adeguato il Fondo Unico per la Cultura prevedendo le necessarie risorse annuali destinate al funzionamento e al miglioramento dei servizi delle biblioteche, alle spese di funzionamento dei sistemi bibliotecari e del Polo bibliotecario regionale.
3. Rilanciare i Sistemi Bibliotecari Territoriali, riattivando quelli che hanno chiuso o stanno chiudendo, mantenendo attivi quelli funzionanti, creando nuovi Sistemi Bibliotecari nelle aree dove non sono presenti, ridisegnando la Calabria in distretti bibliotecari.
4. Avviare un piano per la catalogazione e la digitalizzazione del patrimonio librario antico, dei manoscritti e delle pergamene, vero giacimento culturale calabrese, anche utilizzando risorse europee previste dalle Politica di Coesione 2021-2027.
5. Prevedere un piano di ammodernamento delle dotazioni tecnologiche delle biblioteche, anche con i fondi della Agenda Digitale e le Politiche di Coesione 2021-2027 e riattivare le mediateche distrettuali regionali
ubicate presso i distretti bibliotecari
6. Promuovere un piano di incentivazione alla lettura, a partire dai minori, anche con interventi presso le scuole, con la collaborazione di bibliotecari e pediatri, prevedendo il finanziamento della Legge regionale n. 35/2019 “Norme per la promozione e la diffusione della lettura in età prescolare“ norma appena varata dal Consiglio Regionale ma senza risorse. Estendere la norma alle fasce di utenza in obbligo formativo.
7. Rifinanziare tutte le leggi speciali a sostegno delle biblioteche calabresi e per i sistemi bibliotecari per la tutela del patrimonio librario regionale.
8. Attuare interventi di riqualificazione e di formazione per la professione del bibliotecario, proponendo corsi di formazione per i bibliotecari operanti in Calabria, anche inserendo la figura del Bibliotecario nel Repertorio regionale delle figure professionali.
9. Promuovere un tavolo di concertazione con gli Enti proprietari pubblici e privati riconosciuti, con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica Regionale, l’Anci e con l’Associazione Italiana Biblioteche.
10. Mettere in cantiere, infine, un Testo Unico della Cultura, in modo condiviso con gli attori del territorio di biblioteche, musei, teatri, archivi, attività musicale e coreutiche e associazionismo culturale.

Anche in Calabria abbiamo esperienze positive: biblioteche funzionanti come moderne biblioteche pubbliche che sanno fare programmazione culturale come il Sistema Bibliotecario Vibonese; il programma Nati per Leggere che sta estendendo capillarmente la rete dei volontari e dei bambini coinvolti; le università virtuose con eccellenti Sistemi di Ateneo; le biblioteche pubbliche e private di conservazione che custodiscono tesori, da Reggio Calabria a Castrovillari. Queste, però, sono ancora percepite come delle eccellenze, mentre il loro operato dovrebbe essere la normalità. Per far si che questo avvenga occorre l’impegno nuovo di tutti gli attori, istituzionali e di categoria, a partire dalla Regione Calabria per la programmazione ed il finanziamento. Crediamo che nel pur difficile bilancio
regionale si possano trovare, a volerlo, le risorse necessarie per realizzare tutto questo. Chiediamo pertanto a tutti i candidati alla Presidenza della Regione Calabria di sottoscrivere e di far proprio questo appello, nonché di individuare immediati momenti di confronto con l’AIB, per non lasciare ancora che la Calabria vada alla deriva verso un nuovo mondo senza libri e senza cultura.

*Presidente Associazione Italiana Biblioteche – Sezione Calabria





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