«I bulloni (calabresi) della Rex»

di Bruno Gemelli*

In questi giorni la cultura italiana celebra il genio di Federico Fellini in occasione del centenario della sua nascita. Nel baule dei sogni c’è l’icona della nave Rex che scrisse insieme al poeta Tonino Guerra. L’immagine sfolgorante del transatlantico che arriva nella notte a Rimini tra lo stupore generale.
Pochi sanno o ricordano che i bulloni della nave Rex furono costruiti a Locri nella fonderia delle “Officine Meccaniche Calabresi”. Una pagina di archeologia industriale sconosciuta ai calabresi e, quel che è più grave, ignorata dagli storici che inspiegabilmente l’hanno seppellita nell’oblio non valorizzando le fatiche letterarie del professor Salvatore Futia che scrisse, anni orsono, due saggi sull’esperienza industriale di Locri degli anni ’30, “Lo scandalo delle Omc e Anno 1933 XII” e “Lo scandalo della Banca popolare del circondario di Gerace”. Tra il 1930 e il 1933 c’era a Locri una fabbrica di motociclette e, più in generale, metalmeccanica. La fondò l’ingegnere, Vincenzo Bruzzese di Grotteria, che si era fatto le ossa presso le industrie del Nord. Egli, con l’appoggio della Banca popolare di Gerace, creò dal nulla un’industria metalmeccanica (strategica, ovvero convertibile in militare) che produceva, in un ciclo completo che andava dalla fusione del metallo alle rifiniture, una motocicletta 175 sport.
Le Omc realizzavano anche motori marini e di sollevamento, gruppi elettrogeni, utensileria, fonderia e bulloneria, quei bulloni che serviranno appunto a costruire la mitica nave Rex, resa famosa dal film di Fellini. Ma quell’irrompere imprenditoriale sconquassò la vita cheta di Gerace Marina (allora si chiamava così) con le prime donne operaie, le buste paghe, un’incipiente emancipazione che prefigurava i prodromi di quella che sarebbe stato l’affresco del Novecento con i suoi insanabili conflitti sociali. L’11 novembre 1933 Vincenzo Bruzzese venne arrestato con l’imputazione di concorso nel reato di truffa continuata. Fu l’inizio della fine, l’industria chiuse. Fu la crisi della Banca popolare di Gerace a trascinare al fallimento la fabbrica o accadde il contrario? In ogni caso, nessuno mosse un dito per salvare il gioiello di Bruzzese: né l’aristocrazia locale né il regime. Insomma, ce n’è abbastanza per aprire un discorso non solo rievocativo sulla civiltà industriale che albergò in Calabria in epoche diverse, civiltà che ebbe sempre un destino avverso (le Ferriere di Mongiana, le varie Mattonerie Offmann, le Filande, ecc.).
La Rex fu varata nel cantiere Ansaldo di Genova il 1° agosto 1931 ed ebbe come madrina la Regina Elena. Il transatlantico fu poi affondato l’8 settembre 1944 al largo di Trieste a seguito dei bombardamenti della Royal Air Force.
*giornalista







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