«Adesso tocca assumere la regina delle scelte: il regionalismo differenziato»

di Ettore Jorio*

L’arbitro ha fischiato la fine della gara, invero un pò scialba in termini di novità programmatiche. Adesso dovranno bene funzionare gli spogliatoi istituzionali, sia della squadra stravincente e che di quella superperdente. I partiti dovranno fare i mea culpa, che sono tanti soprattutto nelle fila del PD. Sul podio, il centrodestra, con oltre 25 punti percentuale di scarto.
E’ l’alba, un altro giorno che ricomincia
Iole Santelli avrà l’onore e l’onere di fare il Presidente della Regione per i prossimi cinque anni. Le auguriamo e ci auguriamo che siano per i calabresi i migliori di quelli vissuti sino ad oggi. Un obiettivo facile se riferito agli omologhi trascorsi, esempi della peggiore attività governativa riscontrabile nel Paese in circa 50 anni di esistenza delle Regioni. Un risultato difficile da conseguire in considerazione dei grandi problemi che dovranno essere risolti alla radice.
La lista della spesa dei calabresi affamati sino ad oggi
Grave la situazione cui dovrà offrire soluzione, prima fra tutte una sanità inesistente, da riparare attraverso l’apertura di una saggia trattativa politico-istituzionale con il Governo e la elaborazione di una lungimirante riforma strutturale. Un servizio sanitario regionale che uccide piuttosto che curare, che anche quest’anno chiuderà con un disavanzo reale di esercizio di circa 200 milioni, che imporrà ai calabresi ulteriori imposte, le più alte del Paese a fronte del nulla. Un sistema della salute che non potrà superare i propri gap strutturali se non attraverso un rinnovato rapporto giuridico ed economico con gli erogatori privati e una reale cooperazione con gli operatori sanitari. Bilancio da detergere esponendo al pubblico tutti gli scheletri che ha da tempo nell’armadio a costo di perdere l’iniziale simpatia che i cittadini riservano di solito ai neoeletti, che ne pagheranno le immediate conseguenze; ricostituzione di una sana collaborazione con l’organico regionale, da «ripulire» dalle brutte abitudini ma soprattutto da esaltare nella qualità che in gran parte possiede; ambiente e rifiuti da curare, finalmente, nel debito conto attraverso l’individuazione di soluzioni difficili da assumere ma definitive; una assistenza sociale da assicurare alla popolazione debole, cominciando dall’abrogare quell’obbrobrio di regolamento approvato dalla giunta regionale uscente; un trasporto pubblico locale che compensi le difficili e a volte insopportabili distanze tra città e la difficile periferia che impediscono ai cittadini di godere dei servizi essenziali ed esistenziali.
Il dolce e la frutta
Queste sono solo alcune delle cose che occorre fare nell’immediato e che, certamente, la nuova Presidente ha già inserito nelle faretra che contiene le frecce del proprio arco.
Oltre a dovere affrontare tutto questo – che costituisce di fatto la indispensabile riparazione dei vecchi e tradizionali guai che fanno della Calabria la peggiore regione d’Italia – la nuova Presidente si troverà ad assumere la regina delle scelte. Essa riguarderà il regionalismo differenziato, uno strumento che – se saputo ben giocare con il responsabile contributo di tutto il Consiglio regionale e le rappresentanze sociali – offrirà alla Calabria l’occasione che aspetta da sempre.
Potrà così realizzare l’insieme inscindibile per la crescita e la sostenibilità del proprio bilancio nonché per garantire l’esigibilità dei diritti sociali da parte della sua collettività. Un atto necessariamente propedeutico alla corretta attuazione del federalismo fiscale, con la naturale pretesa di aggiudicarsi una perequazione ordinaria e straordinaria di tutto rispetto, e l’individuazione di una illuminata rete di segmenti di materie da rivendicare nella propria legislazione esclusiva per incidere sul cambiamento intervenendo in favore delle proprie diversità e colmando i propri limiti strutturali.
L’amaro indispensabile per digerire le difficoltà esecutive
E ancora. Sul piano della «diplomazia» – intendendo per tale: a) il farsi rispettare nelle sedi delle Conferenze, sino ad oggi lasciate frequentare a delegati di bassissima qualità; b) il dovere di intensificazione dei rapporti con le altre regioni del Mezzogiorno al fine di realizzare una pretesa unitaria verso il Governo e l’UE -, avrà tanto da fare, fortunatamente facilitata in ciò dalla sua riconosciuta esperienza politica esercitata sia in ambito parlamentare che ministeriale.
Su tutto, un benvenuto agli eletti.
L’augurio di buon lavoro alla Presidente e ai trenta consiglieri eletti ma soprattutto ai calabresi di incassare finalmente ciò che è a loro dovuto, sino ad oggi mai percepito

*docente Unical







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