«Una bella storia d’amore a Cleto»

di Franco Laratta*

Quando Marco e Riccardo decisero, cinque anni fa, di mettere su casa, scelsero la campagna, e decisero di vivere nel borgo di Cleto, arroccato sulle colline di fronte al mar Tirreno, alle spalle di Campora San Giovanni. Siamo nel cosentino, in un tratto di collina che si affaccia sul mare dove ogni giorno si ripetono i tramonti più belli del mondo, con sullo sfondo lo Stromboli e addirittura l’Etna. Ma la scelta dei due ragazzi, provenienti da zone diverse della Calabria, ha voluto essere assolutamente rispettosa dello splendido borgo prescelto, un luogo incantevole dove vivere una storia così bella, così speciale.
Sin da subito si sono interrogati su come poter realizzare la casa dei loro sogni, una casa bella, immersa nella natura, ma che non consumasse un briciolo di suolo, non inquinasse, non deturpasse quell’angolo di paradiso.
All’atto pratico Marco e Riccardo hanno fatto un’operazione di vera e propria rottamazione edilizia, poiché nello scegliere il luogo dove edificare sono andati alla ricerca di un rudere di pietre e terra, senza alcun valore architettonico o storico, da abbattere, per ricostruire. In questo modo non hanno occupato nuovo suolo, in un paese come l’Italia che ha un patrimonio abitativo spaventosamente eccedente rispetto alle necessità (circa 120 milioni di vani di sola edilizia residenziale).
Dei resti del rudere non è arrivato nulla in discarica: le travi sono servite per delle tettoie altrove, come anche i coppi del tetto, alcuni dei quali sono finiti nelle mani di un artista che li sta dipingendo.
Una casa bellissima, calda, accogliente, assolutamente rispettosa della natura in cui è immersa, dove tutto è pulito, rigenerato e riutilizzato. Perfino l’acqua piovana viene raccolta e utilizzata. Perché con questa casa, nulla si perde, nulla si spreca, tutto si utilizza in un sistema perfetto ed ecologico.
Ma facciamo un passo indietro. Torniamo all’arrivo nella piccola comunità di Cleto di una coppia giovane e fuori dal comune.
Se qualcuno pensava che i due ragazzi si sarebbero chiusi nel silenzio e nella quiete di quei luoghi incantati, si deve essere accorto subito che invece quella coppia avrebbe ridato entusiasmo, anima e speranza alla piccola comunità che li ospitava.
Marco ha fondato una casa editrice, le Officine Editoriali da Cleto; e ce n’è voluto di coraggio in un tempo in cui le librerie tendono a chiudere.
Riccardo, invece, ha scritto un bel libro “Vi dichiaro Uniti”, che parla delle unioni civili. Si racconta con cura e attenzione la sua di unione civile con Marco, celebrata a maggio del 2017.
Entrambi lavorano, ma le loro passioni e gli hobby sono la vera ragione che li fa veramente speciali.
Il borgo di Cleto conta circa trecento famiglie, residenti effettivi. Pensate che circa la metà ha acquistato il libro di Riccardo, segno evidente di una comunità aperta, veramente accogliente, che ha ‘adottato’ la giovane coppia con sincera condivisione e affetto. Sentimenti non affatto scontati!
Marco e Riccardo si raccontano così: “Quando si vive in un borgo così incantevole come Cleto, l’occhio si perde in scorci e anfratti che riportano la mente indietro nel tempo. Due castelli vanta questo luogo immerso in una vallata di uliveti e vigneti: quello in cima al centro storico e l’altro nella vicina frazione di Savuto. Così, spinti dalla voglia di dare il nostro contributo alla comunità che ci ha accolto, insieme alla Pro Loco e all’amministrazione comunale, abbiamo dato vita a svariate attività volte a far conoscere ancora meglio questo posto unico nel suo genere.
Abbiamo così animato un cineforum, ‘Cleto sotto le stelle’ con proiezioni all’aperto. Questo evento è stato molto interessante perché alle 8 proiezioni, tutte su tematiche sociali, ha partecipato una parte consistenze dei residenti. Eravamo titubanti sulla proiezione del film Pride, una splendida pellicola che racconta la storia degli attivisti gay di Londra degli anni ’80.
Pensavamo che un film così esplicito sui diritti delle persone gay e lesbiche potesse urtare la sensibilità di qualcuno, ma alla fine decidemmo di rischiare e proiettammo il film. È stato un successo, abbiamo contato la presenza di oltre cento persone, che sul finale si sono liberati in un applauso di approvazione che ci ha davvero commossi”.

Marco e Riccardo hanno continuato con successo a proporre iniziative culturali non banali, sempre coinvolgenti.

Ecco le presentazioni di libri e spettacoli in piazza, i concerti con strumenti tradizionali come l’organetto e le sonorità tipiche della Calabria ancestrale, il ‘cinema accessibile’ dove per un giorno, bendati e in religioso silenzio, gli spettatori hanno potuto immedesimarsi nella vita di una persona cieca, ascoltando il film con le audio descrizioni

Di particolare interesse storico-culturale è stata la passeggiata nel borgo storico, dove visitatori da ogni parte d’Italia hanno scoperto il turismo lento fatto di gastronomia, arte e tradizioni.

Tutto questo fermento in meno di due anni, dove ogni Cletese ha sperimentato la bellezza a volte celata dinnanzi ai propri occhi, che merita di essere riscoperta al fine di evitare lo spopolamento di un luogo davvero magico.

Cleto è un posto diverso dall’ordinario perché è caratterizzato dalla componente più importante che un luogo può avere: le persone che vi abitano; e queste persone sono così speciali poiché fra loro sono germogliati i semi sparsi in anni di attività culturali di alto livello, promosse dalle Associazioni e dagli amministratori che si sono succeduti nel tempo.

Questo ha lentamente trasformato il tessuto sociale di Cleto, facendolo diventare non solo un posto accogliente, ma anche il contrario di tanti pregiudizi spiccioli che vuole la Calabria chiusa e retrograda, arcigna e poco incline ad aprirsi alle meravigliose varietà che caratterizzano l’umanità.

Un amore ‘verde’ quello dei due ragazzi. Ma anche rosso, arancione, giallo, blu e viola: un tripudio di colori per la libertà. La libertà di amare senza confini.

*giornalista, già parlamentare





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