«Barilaro, la forza e il mistero dell’arte»

di Franco Laratta*

Giuseppe Barilaro è un artista vero, forse per questo è fuori dall’ordinario, perché per lui l’arte è forza, è sofferenza, è mistero.  È provocazione. Barilaro, trentenne calabrese, abita a Cotronei, in provincia di Crotone. Sta ottenendo un particolare successo nelle diverse mostre nazionali e internazionali a cui partecipa. Ho assistito, nella giornata di mercoledì 11, nel suo ampio laboratorio di Cotronei, alla creazione e alla “distruzione” di una sua splendida opera d’arte: “L’invasione delle api”.  Con questa sua opera, tre pale di media grandezza, profumo barocco ma con una grande e moderna forza comunicativa, Barilaro compie un tuffo nell’antichità, ma sorvola immediatamente gli effetti devastanti dell’oggi. “L’invasione delle api” richiama l’invasione biblica delle locuste. Non a caso l’artista ha dipinto vestito con una pianeta verde, la stessa che i sacerdoti indossano nelle cerimonie religiose. Paramenti sacri, per richiamare la Bibbia che già migliaia di anni fa parlava delle piaghe d’Egitto e fra queste l’invasione delle locuste.  Barilaro forse intende richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’invasione di locuste del deserto che sta colpendo il Corno d’Africa, con il serio rischio di mettere in ginocchio l’intero Continente. Una migrazione di insetti voraci: tra i 100 e i 200 miliardi di esemplari, un disastro che l’opinione pubblica mondiale sembra ignorare. Giuseppe scende ancora di più nell’attuale dipingendo una Madonna con la mascherina, simbolo di un’altra maledizione, il ‘coronavirus’, che nelle pale assume un aspetto ancora più inquietante. Un’intera giornata di lavoro, la scelta dei colori, la forza di un artista visionario che riesce a vedere e dipingere una scena molto forte, con tutta l’ansia e l’angoscia che un artista esprime nei suoi momenti creativi. Ma ad un certo punto, quando il dipinto sembra terminato ed appare così in tutto il suo sconvolgente fascino, Barilaro afferra un punteruolo e scheggia con forza le pale, danneggiando in più punti la sua bellissima opera! Spregia un lavoro di molte ore, realizzato con grande pazienza e tensione, con quello sciame di api gialle e nere che sembra lasciare le tele per invadere ogni angolo della stanza.  Un incubo? Un presagio? O forse un delirio  d’arte? Chissà. Barillaro è un artista  che non cerca mediazioni: non avrebbe nemmeno voluto fare il pittore, e pensa che potrebbe smettere già domani mattina, nonostante la sua giovane età.  In questi anni di lavoro ha creato decine di opere, ha partecipato a tantissime mostre, arrivando perfino in Cina e in Iran. È un artista che sconvolge, ‘brucia’ le sue tele, cancella e colpisce per buona parte i suoi lavori. L’inquietudine sembra avvolgerlo quando crea. Ben sapendo che la sua è una sfida, una provocazione che colpisce l’ordine delle cose, sconvolgendo la pacifica espressione dell’arte e la sua storia.
* Giornalista, già parlamentare





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