«Zes, inutile la nomina di un commissario straordinario»

di Francesco Aiello*

Il Piano per il Sud 2030 predisposto dal ministero per il Sud e la Coesione Territoriali prevede di nominare un Commissario Straordinario che presiederà i Comitati di Indirizzo di ciascuna Zes e avrà molteplici obiettivi, tra cui fornire “una spinta decisiva per l’effettiva implementazione delle misure già previste nei singoli Piani di sviluppo”.
Non si ravvedono i caratteri dell’eccezionalità per nominare un commissario governativo. La prassi è che si interviene con nomine straordinarie, quando le attività “normali” hanno manifestato per lunghi periodi di tempo la loro inefficacia. Nel caso delle Zes, molte attività “normali” sono di competenza ministeriale e, quindi, non è ben chiara la ragione dell’accentramento dei poteri. Probabilmente, la scelta è legata al tentativo di cambiare la Governance interna dei comitati di indirizzo di ciascuna Zes che ora saranno presieduti dal Commissario Governativo. Tuttavia, il Piano per il Sud 2030 si disinteressa dei comitati di indirizzo.
È verosimile pensare che senza una radicale modifica del ruolo e delle risorse a disposizione dei comitati di indirizzo e senza alcun affinamento della specializzazione produttiva di ciascuna Zes, la presenza di un commissario straordinario sarà forse utile per far fare ai ministeri cose normali (le infrastrutture, la messa in sicurezza delle aree), ma non sarà sufficiente per fare definitivamente decollare le Zes.
* Professore Ordinario di Politica Economica, UniCal-Fondatore di OpenCalabria-Membro del Comitato di Indirizzo della Zes Calabria







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