«L’era della gestione politica “a distanza”»

di Franco Scrima*

La neo presidente della Regione Calabria, Jole Santelli e il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo oltre al partito (Forza Italia) hanno in comune un’uguale esigenza: tre giorni a settimana non saranno presenti nei loro uffici. La Santelli perché intende svolgere i suoi compiti istituzionali da Roma; Abramo, che pure rimane a Catanzaro, si sposta solo di palazzo: dal De Nobili passa a quello di “Vetro”, sede della Provincia, alla quale deve accudire essendone il presidente.
Lo hanno fatto sapere quasi in concomitanza. Evidentemente ritengono che possono essere sufficienti due giorni a settimana per mandare avanti lei la regione e lui il Comune, pur rendendosi conto che sono a capo di due realtà stracolme di problemi.
C’è da credere che nelle intenzioni degli elettori che hanno dato fiducia alla Santelli e ad Abramo sarà prevalsa la convinzione che sono le persone giuste per affidare all’una la Calabria e all’altro la Città capoluogo. Per il Presidente della Regione i compiti cui assolvere sono contenuti nell’art. 121 della Costituzione. Esso così recita: «il presidente della giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della giunta e ne è responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica».
Anche un sindaco deve operare in conformità ad una decina di norme che la legge gli assegna. Una, in particolare, produce effetti più visibili ed è la gestione dei rifiuti e del decoro urbano, cioè la pulizia delle strade e degli altri luoghi pubblici, parchi e monumenti compresi. Perciò la raccolta differenziata e l’osservazione empirica della pulizia dei luoghi pubblici sono tra i primi elementi che si utilizzano per valutare l’efficienza dell’Amministrazione. Il Sindaco, peraltro, deve vigilare anche sulla gestione della mobilità e del trasporto pubblico e sulla manutenzione delle strade oltre che controllare l’organizzazione del traffico. Amministrare bene questo settore significa nominare persone competenti nelle municipalizzate, riparare le strade e organizzare la circolazione veicolare in maniera razionale. Cosa che a Catanzaro difetta.
Detto ciò, c’è da chiedersi se il presidente di Regione e il sindaco di Catanzaro, ritengano di poter assolvere ai loro impegni istituzionali dedicandovi soltanto due giorni a settimana considerato che il sabato e la domenica si riposa. Evidentemente entrambi pensano di farcela. Jole Santelli crede che da Roma possa seguire in modo diretto la politica nazionale attraverso la quale avere il polso della situazione anche per quella regionale più di come l’avrebbe rimanendo sempre in Calabria; Sergio Abramo è costretto ad “alleggerirsi” degli impegni comunali perché pressato dall’altro suo incarico, quello di presidente della Provincia. Ma allora perché non pensarci prima? Così si dà ragione ai fautori delle “incompatibilità” che ovviamente contrastano con la celeberrima frase di Andreotti: «Il potere logora chi non ce l’ha». E nel caso di Abramo è meglio abbondare.
Sicuramente sono esigenze concrete, ma è anche vero che Catanzaro ha bisogno di particolari attenzioni e, quindi, di un maggiore impegno da parte dei suoi amministratori perché da tempo appare come un gelato lasciato al sole: sta perdendo tutto il suo fascino. E, siccome si parla di Comune, è bene non dimenticare che esso ha bisogno al suo interno, come la Città, di cure particolari e di un maggiore interessamento per evitare casi come quello noto come “rimborsopoli” che dovrebbe impensierire chi amministra e più che mai il sindaco.
Ci si è incamminati su una china pericolosa che, se non bloccata, rischia di condizionare seriamente il territorio determinandone il collasso. Un segnale che Catanzaro abbia bisogno di attenzioni arriva, per esempio, dalla Rai regionale che tratta la città come un agglomerato periferico rispetto alla “centralità” di altri territori. A Catanzaro viene dedicato pochissimo spazio, insignificante nel confronto con quello di altre città le quali sono quotidianamente presenti nel “palinsesto” dei telegiornali regionali. Accade così per Reggio Calabria, Cosenza, Crotone e per Locri. Si ignora che Catanzaro, in quanto capoluogo della Calabria, è sede del Governo regionale, dei singoli Assessorati, della Corte dei Conti, del Tribunale regionale amministrativo, del comando regionale dei Carabinieri, del comando della Guardia di Finanza e di altre importanti realtà. Tutti uffici dai quali sarebbe possibile attingere fatti importanti che potrebbero essere fonte di notizie per i calabresi. Ma sembra che non interessi a nessuno, compreso a chi ha la responsabilità amministrativa della città e che dovrebbe pretendere dal servizio pubblico televisivo l’istituzione di una sede decentrata o, quanto meno, di un ufficio di corrispondenza per avere garantita una presenza adeguata.
All’intenzione di Jole Santelli di dirigere la Regione da Roma ha risposto Pippo Callipo. Da antagonista politico, il consigliere regionale ha sottolineato che «i calabresi si stanno già rendendo conto che avranno una governatrice che si occuperà dalla Capitale dei gravi problemi della Calabria. Non è certo un buon inizio. La Regione non può essere gestita da lontano. Con tutti i drammi e le emergenze che incombono sul territorio, non possiamo permetterci una governatrice part-time».
*giornalista







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto