«La laurea ai tempi del Coronavirus»

di Franco Laratta*

Si tratta di un virus molto potente, fa paura! Una paura cretina, ma sta facendo danni.
Anche alla cultura.
Anche all’università.
Tanto potente che il coronavirus ha fatto saltare le sedute di laurea in molte università.
Anche in Calabria ci sono stati notevoli “danni”. Soprattutto per le sedute di laurea. Almeno nei modi e nel clima di festa. L’Università della Calabria, per evitare di rinviare le sedute finali con la proclamazione dei nuovi dottori, ha pensato di tenerle a porte chiuse. Ovviamente non è una gran bella cosa, tanto che diversi ragazzi l’hanno presa un po’ male, delusi e amareggiati perché non hanno potuto condividere con nessuno la gioia e la confusione dell’ultimo atto dei laureandi.

Ma i genitori non si sono arresi, e nemmeno amici e parenti. Così il campus del nostro ateneo per eccellenza, si è trasformato in un… campeggio!
Decine di piccoli capannelli lungo il ponte che attraversa il campus da un capo all’altro. Tutti con il telefonino a seguire la diretta streaming. Perfino le aule vuote sono state utilizzate da folti gruppi di irriducibili per assistere, alla meno peggio, alle discussioni delle tesi di laurea.
L’amore ai tempi del colera.
La laurea ai tempi del coronavirus.
Questo è il tempo che ci è dato da vivere.

*giornalista, già parlamentare

 

 

 

 

 

 







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