«Un gesto enorme, nella sua semplicità»

di Franco Laratta*

Forte ed emozionante come solo questo papa sa fare. Puoi credere o no, non importa, ma non puoi rimanere insensibile davanti a quella foto che mostra un papa solitario, quasi invisibile, che, senza alcun preavviso, lascia il Vaticano, va a piedi lentamente in una Roma assurdamente deserta, raggiunge la Basilica di Santa Maria Maggiore, invoca la Vergine, Salus populi Romani.
Poi riprendendo il triste e angosciato cammino lungo il marciapiede di Via Del Corso, ha raggiunto la chiesa di San Marcello al Corso, dove si trova il Crocifisso che nel 1522 venne portato in processione dai romani perché finisse la “Grande Peste” a Roma.
Quasi nessuno lungo il cammino di questo pellegrino. Voleva andare scalzo, voleva che nessuno lo seguisse, nemmeno quei pochi assistenti, voleva rendere ancora più ‘tragica’ la sua implorazione a Dio. Ha pianto. Ma non ha voluto nessuno con sé.
Ha pregato a lungo, in quello sconvolgente silenzio della chiesa. Ha chiesto pietà per i troppi morti di questo maledetto virus, ha invocato la fine della spietata pandemia.
Un pensiero anche agli operatori sanitari, medici, infermieri, e – come aveva fatto a Santa Marta – «a quanti in questi giorni, con il loro lavoro, garantiscono il funzionamento della società».
Il giorno prima aveva mandato aiuti economici per assistere ammalati e deboli.
Poi se n’è andato, così com’era venuto. Come in una Via Crucis di dolore, di morte, di resurrezione. Soprattutto di resurrezione e di speranza.

*Giornalista, già deputato





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