«Diario semiserio di una quarantena calabra»

di Franco Laratta*

Diario semiserio della quarantena di un giovane che, una volta chiusa l’università, rientra in famiglia, in un paese della Sila. Tra ironia, discussioni e impegno sociale.
Il giovane studente della facoltà di Farmacia dell’Unical si chiama Maximiliano Lorenzano, e tiene su Facebook una sorta di simpaticissimo “diario dal fronte della quarantena”!

10 marzo
«Rientro in paese da Rende (ovviamente con tutte le precauzioni: mascherina, guanti, modulo di auto dichiarazione).
Per arrivare a casa devo attraversare tutto il paese (chi c’è possu fare?), voi direte: e quindi? Beh vengo osservato come se fossi un alieno, da gente che tranquillamente non fa nulla dei punti fondamentali. Ovviamente senza precauzioni alcune, loro mi osservano, io li osservo e penso: ma un binne para vrigogna?»

13 marzo
«Buongiorno a tutti, visto l’ultimo decreto emanato, mi rivolgo a tutte le persone con patologie/con più di 70 anni/persone che non possono uscire a causa del virus: offro disponibilità immediata per fare spesa, comprare occorrente quotidiano o settimanale. Ovviamente a titolo gratuito».

14 marzo: quarantena due risate!
«Situazione: io e mio padre giochiamo a carte, nella stessa stanza mia madre è al caminetto che guarda “Avanti un altro” in tv. Ecco il Nino D’Angelo di colore che canta in napoletano. A mio padre parte la vena e inizia a cantare (altro che flashmob) !
Tentativo numero 1 di mia madre di zittirlo:
Alfoooo basta!
Fallito!
Tentativo numero 2 :
Alfoooo mo te mignu a molla alla capu!
(Molla: oggetto di ferro usato per caminetto).
Fallito!
Mio padre continua indisturbato, io ho le lacrime.
Tentativo numero 3 :
Ohi foooo! E ciii… Massimilià mintacce na mascherina alla vucca pe piaceri“.
Morto!»
#lorenzanofamily

15 marzo, Massimiliano accompagna uno di famiglia all’ospedale di Crotone.
«Buongiorno, la terapia oncologica non si ferma, per questo il mio motto oggi non è #iorestoacasa , ma #iorestoinmacchina e vi spiego il perché.
Semplice: Senso Civico e rispetto per gli altri. Il mio super papà oggi resta a casa in panchina perché il mister ha preferito il giovane della rosa per questa trasferta, scelta tecnica azzeccata.
Così si arriva nel campo avversario, con le giuste precauzioni, con le giuste norme e regole di sicurezza. Nell’attesa che la partita finisca passerò le prossime ore, quante esse siano, in macchina”
PS: sotto la mascherina sorrido, sapete perché? Perché sono fiducioso, stiamo reagendo bene, continuiamo così, passerà».

17 marzo. Prima lezione on-line col prof. Bagetta andata.
«Situazione: lezione con più di 150 studenti collegati. Cuffie, word aperto per sbobinare, postazione tattica, tappino comodo tattico (lo so che anche voi avevate il tappino tattico), colleghi di sempre in video call, lezione che procede. E fin qua tutto ok.
Evento: entra mio padre per farmi una foto. Sgamatissimo! (Secondo lui con le cuffie non lo sentivo). Mentre si accinge a scattare la foto, entra mia mamma che mi fa: “Ti serve qualcosa, merenda ne vuoi?” Poi rivolta a papà: “Alfò, tu vavatinne ca u distrai ca sta seguendo a lezione“.
Mio padre :”E cicì, ca me interessa puru a mio“.
Mia madre :”E nescia! Vieni sopra che facciamo faccende, movate!”
Mio padre :”Ohi maronna mia un c’è libertà”.
E meno male che avevo disattivato microfono e web cam altrimenti tutto il mondo Unical avrebbe sentito!
Studente Unical ai tempi del covid-19!
#nevedremodellebelle

20 marzo: quarantena quattro risate!
Guagliù, domani è il 21 marzo, ma voi ve la ricordate la Festa degli alberi? La festa che facevamo per celebrare la primavera, si saltavano le lezioni (quanti cazzotti presi per questo da mia madre, Dio solo lo sa! 🤣). La mattina presto tutti con motorini, macchine 50, motocross, qualsiasi mezzo per raggiungere per primi il parco e occupare un “posto tattico”.
Si iniziava subito cu musica, ciambotte, schitarrate, super Santos bucati, bike, skate… di tutto e di più. E poi vino e prodotti tipici casaruli, e frittate, pasta al forno, panini, pitta‘mpigliata … e poi nascevano amicizie, amori, gemellaggi tra scuole. C’erano i veterani, gli immortali, i sopravvissuti, i pischelli.
Al rientro il cazziatone familiare era d’obbligo visto che non si rientrava mai prima di sera.
#nostalgiacanaglia

26 marzo
Premessa: ieri sera mio padre ha voluto spaghetti aglio, olio e peperoncino ed è stato cazziato per aver sporcato tre padelle (lui afferma 2) dalle donne di casa, che tra il “Segreto” e “Una vita”, hanno continuato a infierire fino ad oggi.
E siamo all’ora di cena, perché ormai si cena alle 19.30: mio padre viene dalla cucina, come quando Gandalf scende dal monte all’alba del 7º giorno nel film il Ritorno del Re, ed esclama :”Certo ca si c’era natru scolapasta se potìa allordare puru, eh”!
Mia madre: “Ma io ho lavato le verdure e le ho scolate, tu ieri hai sporcato tre padelle per la pasta aglio e olio”!
Mio padre: “A prossima vota fazzu friggere l’olio ‘ntra manu destra e fazzu vullere a pasta ‘ntra manu sinistra, accussì un talluordu nente“!
Mia madre :”E ti resta sempre una padella”.
Io e mia zia esclamiamo in coro :”Nun c’ha fazzu cchiù“!
A quanti “Nun c’ha fazzu cchiù” siti arrivati, guagliù?”
#familyinlove

28 marzo
Sono contento che vengano utilizzati i social anche per diffondere speranza e positività.
Per questi motivi chiunque si sentisse in difficoltà economiche o di qualsiasi altro genere, contattatemi in privato e fin dove posso vi darò una mano. Non siate timidi e non vergognatevi, siamo umani anche per questo.
#solidarieta #nonmolliamo
Era questo il “diario dal fronte della quarantena” di Maximiliano Lorenzano.

*giornalista, già parlamentare







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto