«Anticipo ammortizzatori sociali, intesa di assoluto valore per milioni di lavoratori»

di Luigi Sbarra *

Un accordo importante, inclusivo, solidale, che rende possibile l’erogazione immediata di tutte le indennità di integrazione previste dal decreto Cura Italia e non carica sul lavoratore alcun costo.
Rispetto all’accordo omologo del 2009 abbiamo ottenuto l’allargamento della convenzione a tutti i trattamenti di Cassa, da quella ordinaria a quella in deroga, come pure agli assegni previsti dal Fondo di integrazione salariale e dal fondo bilaterale dell’artigianato.
Il sistema bancario si impegna ad anticipare le somme dovute al lavoratore prima ancora dell’autorizzazione da parte dell’Inps alle pratiche. Operare “a monte” del via libera è una condizione necessaria, poiché queste procedure richiederanno tempo, a causa della grande platea delle persone coinvolte.
Abbiamo centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che hanno subito bisogno di copertura e a cui non si può rispondere con i tempi della burocrazia. Donne e uomini che, grazie a questo protocollo, avranno immediatamente liquidate le somme dovute, fino a un tetto di 1.400 euro.
La convenzione sarà attiva fino al 31 dicembre e darà piena copertura per tutte e 9 le settimane previste dalla cassa ordinaria, dall’assegno ordinario, dalla cassa in deroga.
È importante sottolineare che l’intesa impegna gli istituti a non applicare costi, rivolgendo al lavoratore condizioni di “massimo favore”. In caso di mancata autorizzazione alla cassa, inoltre, l’istituto non può accedere al patrimonio dell’interessato, ma dovrà richiedere il rimborso all’azienda.
Sono punti fondamentali di responsabilità e buonsenso, su cui è importante che Abi e Governo vigilino rigorosamente. Noi certamente lo faremo attraverso le nostre articolazioni nelle aziende e sui territori.
L’incontro concertato tra sindacato, rappresentanze delle imprese, sistema bancario e Governo ha prodotto uno strumento di garanzia veloce, stabile, equo. Ora va valutata la costruzione di simili protocolli anche con realtà della Cooperazione bancaria e con la capillare rete di Poste Italiane.
Quando il Paese si muove unito, quando concerta le soluzioni, arriva a sintesi di grande efficacia. Fare coesione vuol dire coinvolgere ogni componente sociale capace di dare un contributo positivo. Perché nessuno sia lasciato indietro ognuno deve fare la sua parte.
Anche per questo abbiamo chiesto al Governo di coinvolgere le Parti sociali nella definizione del decreto-legge di aprile. Si tratta di prolungare le misure di tutela già previste e di includere nella rete di protezione le fasce sociali ancora escluse.
Penso ai lavoratori domestici, a 850 mila colf, badanti e caregivers che sono rimasti esclusi dagli ammortizzatori.
Penso alle centinaia di migliaia di lavoratori a termine che hanno visto o vedranno i proprio contratto scadere senza alcuna possibilità di rinnovo, anche a causa dei vincoli introdotti sulle causali dal decreto dignità.
Penso ancora ai tanti operatori del lavoro somministrato.
Penso al bisogno di istituire un reddito universale di emergenza da agganciare alle risorse europee per tutte le persone strette nella morsa della povertà, del sommerso, dell’esclusione sociale.
C’è un percorso da costruire, senza sterili polemiche e dannosi personalismi. Una via che, attraverso condivisione e corresponsabilità, crei soluzioni capaci di coniugare sostegno al reddito per tutti e supporto alle imprese.
Ieri abbiamo percorso un tratto di questo sentiero. Ora bisogna andare avanti insieme.

* Segretario Generale Aggiunto Cisl







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