«Il momento è grave, serve unità e condivisione»

di Candida Tucci*

La Filiera Sanità Privata di Confapi Calabria lancia il proprio appello al governatore Santelli, alla Giunta regionale ed all’assessore al welfare – Gianluca Gallo, affinché siano accolte le richieste avanzate da alcuni consiglieri regionali, il 26 u.s. in Consiglio regionale, di sospendere la riforma del welfare nella nostra Regione e, in particolare, sia sospeso il trasferimento delle competenze dalla Regione ai Comuni, a causa della delicata fase emergenziale per la pandemia in atto.
Tale trasferimento, peraltro frutto già di una raffazzonata riforma, segnerebbe, in questo momento, il black out dell’intero sistema di assistenza. L’attuale situazione è delicatissima e non sfugge a nessuno la profonda criticità che sta travolgendo tutti i contesti sociali, continua il presidente della Filiera Candida Tucci. I Comuni sono impegnati a 360 gradi a fronteggiare l’emergenza sanitaria con personale ridotto ai minimi termini perché rimasti spesso con il solo sindaco e – alla meglio – un agente di Polizia Municipale. Le strutture socio-assistenziali, dal canto loro, stanno erogando prestazioni dall’inizio dell’anno senza nessuna forma di contratto con l’ente pubblico e senza ricevere le relative liquidazioni. Cosicché, attualmente, sono confinate in una terra di nessuno in quanto non contrattualizzate né con la Regione né con i Comuni. Ciò è accaduto perché, secondo il cronoprogramma stabilito dalla cosiddetta riforma del welfare, dal 1 gennaio 2020 avrebbero dovuto essere i Comuni a stipulare i contratti con le strutture; tuttavia, nessuna contrattualizzazione si è potuta espletare perché la Regione non ha trasferito le somme agli enti locali nei tempi dovuti. A tutto ciò si aggiunge, oggi, la grave situazione sanitaria, che ingigantisce la problematica.
La sospensione di quella che – a dire di qualcuno – è la riforma del welfare, in questo momento è un atto di responsabilità tanto verso gli enti locali che verso le strutture socio assistenziali, che con grande responsabilità e aggiungo umanità, stanno continuando ad assistere le fasce deboli della nostra Regione, pur in assenza di contratti e di liquidazioni, piuttosto che rimandare a casa gli ospiti approfittando della gravità del momento per esonerarsi da responsabilità.
Il momento è grave e richiede unità e ci si aspetta una condivisione anziché una contrapposizione, da parte del Terzo Settore, su questo punto. Lo invitiamo, quindi, con tutte le altre parti sociali, ad unirsi all’appello che la Confapi Calabria – Confederazione delle piccole e medie imprese – oggi rivolge al Governo Regionale a tutela di queste numerose e coraggiose strutture socio-assistenziali che stanno operando sul campo, assistendo utenti.
Infine, riteniamo doveroso ribadire la posizione che la Confapi Calabria Filiera Sanità privata ha da tempo assunto in proposito della c.d. Riforma del Welfare, con un invito alla prudenza a chi in questi giorni, a cuor leggero, sta parlando di “ennesimo blocco della Riforma in Calabria”. Ricordando che la DGR 503/2019 (c.d. Riforma del Welfare) ha avuto un iter tormentato in quanto, dapprima, è stata bocciata dalla giustizia amministrativa, e in seguito oggetto di approfonditi rilevi critici da gran parte del Consiglio Regionale e dalle famiglie degli utenti calabresi, che pubblicamente hanno rivolto accorati appelli al precedente Governo regionale per correggere le evidenti storture della riforma stessa. In tal senso, numerose strutture e anche Confapi Calabria hanno più volte ed invano sollecitato il precedente assessore regionale al welfare ad un confronto aperto e sereno, nelle giuste sedi istituzionali, registrando purtroppo un inspiegabile rifiuto.
Siamo fiduciosi, allora, che la sensibilità politica ed amministrativa del Governatore Santelli, della sua Giunta ed in particolare dell’assessore al Welfare non lasceranno disatteso il nostro appello.

*Presidente Regionale Confapi Calabria Filiera Sanità Privata 







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