«Tutelare chi lavora in sanità e combattere le fake news»

di Antonio Viscomi*

1. L’Italia ha un debito enorme di riconoscenza verso i medici, gli infermieri, le strutture sanitarie di tutto il Paese. Stanno lavorando in condizioni disastrose e disatrate. E ce la stanno mettendo tutta. Non a caso i cittadini, chiusi in casa, si sono affacciati ai balconi per tributare un omaggio a tutti loro.
2. Per difenderli da sciacalli già pronti ad avventarsi in cause giudiziarie – anche con vergognose pubblicità, come ha giustamente denunciato, primo tra tutti, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro – il Partito Democratico ha presentato un emendamento (pubblicato nelle foto di questo post) che ha una e una sola funzione: proteggere e difendere il personale sanitario da avventate azioni legali che non siano fondate su colpa grave e dolo tenuto conto della situazione di emergenza.
3. L’emendamento del PD, infatti, è così formulato: “In ragione della eccezionalità dell’emergenza sanitaria (…), in relazione agli eventi che in essa abbiano trovato causa, la responsabilità civile delle strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, e degli esercenti delle professioni sanitarie (…) è limitata ai casi in cui l’evento dannoso risulta riconducibile a condotte poste in essere con dolo o colpa grave”. Dunque la responsabilità delle strutture e degli operatori sanitari per eventi dannosi che trovano origine nell’emergenza pandemica non è esclusa ma limitata ai casi di colpa grave e dolo. E si ha colpa grave quando vi sia “palese e ingiustificata violazione dei principi basilari (…) o dei protocollo o dei programmi emergenziali (…) tenuto conto della situazione organizzativa emergenziale.
4. Anche la Lega ha presentato in Senato un emendamento firmato da Salvini (lo pubblico sempre nelle foto). Ma date uno sguardo: si tratta di un emendamento che crea uno scudo penale non tanto a tutela degli operatori sanitari ma piuttosto a favore dei “datori di lavoro” degli operatori sanitari e sociosanitari” per i “danni agli stessi operatori o a terzi”.
5. L’emendamento della Lega, infatti, è così formulato: “le condotte dei datori di lavoro di operatori sanitari e sociosanitari (…) nonché le condotte dei soggetti preposti alla gestione della crisi sanitaria (…) non determinano, in caso di danno agli stessi operatori o a terzi, responsabilità di ordine personale di ordine penale, civile, contabile e da rivalsa (…) se giustificati dalla necessità di garantire (…) la continuità dell’assistenza sanitaria indifferibile”. E il comma 2 precisa che in caso di danno causato ad un operatore sanitario da insufficienza o inadeguatezza dei dispositivi di protezione individuale risponde “civilmente” il solo ente di appartenenza mentre i dirigenti ed il management rispondono solo “in caso di dolo”, cioè se hanno voluto consapevolmente provocare un danno.
6. La differenza è chiara: noi, il PD, difendiamo chi sta in trincea e spesso sta pagando con la vita il suo servizio agli altri; la Lega difende invece i “datori di lavoro” e gli “enti di appartenenza”, cioè le aziende pubbliche e gli imprenditori privati che sulla sanità hanno fatto fortuna e prevede responsabilità solo in caso di dolo.
7. E difende, prima ancora del management delle aziende sanitarie, gli imprenditori della sanità lombarda, dal momento che proprio la Lombardia è una delle regioni in cui le strutture private hanno la maggiore disponibilità: dalla metà degli anni novanta al 2018, i posti letto pubblici sono stati più che dimezzati, mentre in parallelo i posti letto privati sono aumentati. I dati li fornisce la Regione stessa: i privati, nel 2017, si aggiudicavano il 35% dei casi di ricovero, e ricevevano il 40% del totale speso dalla Regione per questo tipo di servizi. Quel 5% in più, evidentemente, ci dice che il privato è comunque più caro del pubblico. L’Osservatorio Assolombarda Bocconi, analizzando quanto accaduto nel decennio tra il 1997 e il 2006, consegna alla Lombardia anche il record di crescita degli ospedali privati. Nel 1997 erano 55, nel 2006 sono diventati 73. Una variazione che non ha eguali nel resto dell’Italia. Poi, si sono moltiplicati i casi di ospedali pubblici accorpati, chiusi o fortemente ridimensionati dalle giunte leghiste di Maroni e Fontana dal 2014 ad oggi. Per citarne solo alcuni, quelli di San Giovanni Bianco, Lecco, Calcinate, Cernusco sul Naviglio, Oglio Po, Busto Arsizio e Monza. Purtroppo c’è stato bisogno dell’emergenza pandemica per rendersi conto di quanto sia importante avere una sanità pubblica.
8. È dunque evidente quali sono gli interessi tutelati dalla Lega e dal suo emendamento. Tant’è che di fronte al clamore che il PD e le organizzazioni sindacali hanno sollevato questa mattina, Salvini è stato costretto oggi a ritirare l’emendamento dicendo che era stato frainteso. Bene. Un passo in avanti. Ma nonostante questo si continua ad attribuire al Pd l’emendamento della Lega. È l’effetto inerziale dei social. Lo so bene. Ma continuo a pensare che chi scrive in pubblico deve cercare di non diffondere quelle che oggi si chiamano fake news.

*Deputato Partito Democratico







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