«Liceo Siciliani, porta sbattuta in faccia a studenti e catanzaresi»

di Franco Scrima

C’è tutto o quasi nella cessione del costruendo edificio che avrebbe dovuto ospitare il nuovo Liceo Scientifico Luigi Siciliani di Catanzaro, al Comando regionale della Guardia di Finanza. In questo gesto del Presidente della Provincia (nonché Sindaco di Catanzaro) Sergio Abramo sono almeno due i motivi per i quali la decisione è stata presa. Il primo attiene ad una forma di subalternità ideologica che denota una scarsa determinazione a dire di no ad un interlocutore che si ritiene più forte di una scolaresca. L’altro è interconnesso al precedente e richiede il possesso di “attributi”. In questa argomentazione c’è tutto! Compresa la chiave di lettura dei motivi su cui poggia la delibera dell’Amministrazione Provinciale con la quale è stato sottratto al Liceo Scientifico Siciliani il diritto di avere il suo nuovo edificio scolastico e al Comando Regionale della Guardia di Finanza di ottenerlo.
Tutto rientra in questo paradigma facile da capire per dare una risposta alla genesi della scelta che sembra fondare il tutto nella dissoluzione del concetto di moralità. Propria di una collettività che ha sempre concesso a chi la guida di agire in comportamenti, decisioni e azioni a proprio piacimento, senza mai dover dare spiegazioni del suo operato. Anche per la cessione del manufatto ancora non completato di Siano, si coglie per intero un senso di arroganza che sottolinea i rapporti con la comunità amministrata. Un gesto che manifesta un’irritante altezzosità nel modo di intendere il ruolo occupato da un ventennio. Forse quando avrà modo di valutare la sua inopinata decisione, capirà di aver compiuto un gesto assai particolare che, se guardato dalla parte della Scuola e dei catanzaresi, manifesta un’irritante altezzosità propria di chi non si rende conto che il suo è stato, invece, un gesto sprezzante specie verso la Scuola e gli studenti. E, forse, in quel giorno, i motivi della scelta, appariranno allo stesso Abramo nei loro risvolti autentici, senza veli. E allora è probabile che anche i catanzaresi conosceranno il vero motivo per il quale quella stessa porta aperta alla Guardia di Finanza è stata sbattuta in faccia ai trecento studenti del “Siciliani” e ai Catanzaresi. Oggi è impossibile pensare di avere risposte che non risentono di argomentazioni di comodo. Non li darebbe Abramo e non le darebbero neppure quei gruppi di “signor sì” pronti ad allinearsi ai voleri del capo in quell’aula delle adunanze del Palazzo di Vetro. Prima o poi, però, tutto verrà a galla; tutto sarà di facile lettura e si capiranno i motivi che hanno consigliato di invertire le delibere con il cambio di destinazione dell’edificio da scuola ad ufficio.
Che la Guardia di Finanza avesse bisogno di altri locali è possibile. Non è credibile invece che siano andati a chiedere proprio quello stabile di Siano. E’ verosimile che qualcuno glielo abbia proposto, tanto più che essendo da completare, sarebbe stato possibile dividerlo secondo le esigenze delle Fiamme Gialle. In ciò senza porsi il problema che i plessi scolastici di Catanzaro, tranne qualcuno, sono tutti vecchi, insicuri e fatiscenti. Erano questi i motivi per i quali le classi del Siciliani erano state divise in due plessi, nell’attesa che fosse completata la nuova struttura più sicura, comoda e funzionale. Un progetto del quale se ne parlava da circa vent’anni. Perché, dunque, sottrarlo adesso che è quasi finito, alla sua originaria destinazione? Se non per dare l’ennesima risposta al perché della mancata crescita di Catanzaro che, non guasta ricordarlo, è il capoluogo della Calabria.
C’è da augurarsi che i catanzaresi ne prendano coscienza e comincino a valutare l’operato di chi li dovrebbe amministrare, altrimenti la Città sarà destinata a rimanere la “cenerentola” della regione.
Dire oggi che l’edificio non accoglierà più il Liceo Siciliani, equivale ad ammettere la più impietosa delusione che si possa dare ai docenti e agli studenti dello Scientifico, ma anche a tutti i cittadini e non solo a coloro che hanno interpretato il gesto come una usurpazione. Certo non sarà facile spegnere la frustrazione degli studenti i quali hanno già annunciato la mobilitazione per vedere rispettata la promessa a suo tempo fatta di contare su un edificio nuovo e sicuro che avrebbe potuto riunire la scuola in un unico plesso. La Scuola come insostituibile strumento di crescita culturale e sociale.
La protesta si espande, ha toccato anche l’ex presidente della Provincia, Enzo Bruno il quale boccia l’idea di Abramo e la definisce insensata. Bruno ricorda l’ingente spesa (oltre 1.200.000 euro) per fitti all’anno che l’amministrazione spende per la Scuola. E aggiunge che il progetto dell’edificio scolastico a Siano si inseriva in un più ampio disegno che prevedeva oltre al Liceo anche altre strutture scolastiche, con annesse aree da destinare a parcheggi ed a servizi. Dunque un polo che a Catanzaro manca e che avrebbe messo le scuole in uno stato di sicurezza strutturale. Ma a Catanzaro sembra che tutto sia difficile, se non impossibile per farla progredire!





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