«Appello ai giovani in tempo di Covid»

di Vincenzo Caserta*

Una delle cose più significative che ci lascia questo triste periodo di pandemia è sicuramente il vertiginoso calo degli incidenti stradali.
È un dato estremamente positivo il 73% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (dato osservatorio Asaps).
Un dato che si spera si consolidi e diventi ordinario anche fuori dagli eventi restrittivi che stiamo vivendo in questa fase. Non tutti i mali vengono per nuocere.
Chi scrive è vittima esso stesso della violenza indiretta che le nostre strade ci fanno vivere periodicamente. Ho perso qualche anno fa, otto per al precisione, il mio unico figlio in un incidente stradale nei pressi di Catanzaro.
Ma non desidero naturalmente porre alla vostra attenzione il dolore che una persona si porta dentro fino alla fine della propria vita terrena ma, sento di poter affidare qualche piccola raccomandazione ai nostri giovani diventati in questo periodo più saggi nei comportamenti, consapevoli e maturi nell’affrontare le vicissitudini che la vita ci fa vivere per trasferirle cosi in principi ineludibili e stabili del proseguo.
Mi sento di richiamare alla memoria qualche banale raccomandazione che deve essere percepita e resa parte integrante del vivere quotidiano dalle giovani nostre generazioni.
Il senso di responsabilità che viene dimostrato ogni giorno nel vivere che sia anche praticato nel rispetto del codice della strada (questo vale anche per gli adulti!!!) da includere in una nuova pedagogia della vita che deve essere poco incline alle superficialità agli assembramenti. Si può anche stare vicini e riuscire a condividere la socializzazione stando ad un metro di distanza parlare serenamente e condividere qualsiasi discussione, passione sportiva o viaggio di piacere fatto in comune. Questo eviterebbe altresì tante intrusioni di volontari assistenti che avrebbero l’ingrato compito di sottolineare comportamenti errati. I giovani non credo abbiano bisogno di questo.
Alimentare la capacità di discernere i problemi quotidiani dalla ordinarietà del percorso di crescita della persona. Essere seri e consapevoli nell’affrontare la vita recependola nei valori principali e fondanti del proprio essere .
Essere convinti che siamo sempre accompagnati nella vita terrena, dai genitori e dalla famiglia sicuramente vicina alle vostre sensazione comprensiva ma soprattutto utile nei consigli dati verso di voi, spesso inascoltati.
Preservare e sostenere soprattutto dopo quanto successo a causa del Covid le generazioni dei saggi, i nonni portatori di un sistema valoriale in via di estinzione che bisogna riaccendere, poco orientato alle esteriorità o al solo ludismo ma vocato alla concretezza delle cose da fare per la costruzione di un percorso di vita il più possibile solido. Vanno ascoltati preziosamente anche loro.
Dedicarsi e recuperare i valori della solidarietà. In questa fase molti ragazzi si sono attivati e prodigati in maniera volontaria a sostenere nel bisogno i più deboli ed i meno autonomi in uno spirito collaborativo anche con le istituzioni ottenendo risultati lodevoli. Cito e mi si lasci il volontariato operato anche da mio di figlio Davide in occasione del terremoto dell’Abruzzo. Quanti giovani lo hanno fatto e lo fanno nelle calamità naturali.
Cogliere ed intraprendere tutte le opportunità formative che il nostro sistema istruttivo e formativo ci offre. Completa la formazione umana della persona rendendola più capace di scegliere meglio.
Interessarsi, perchè no, anche della politica trasferendo in essa tutta la capacità e la forza caritatevole che essa porta dentro fatta di meno interesse personale e di tanto altruismo.
Rispettare la natura e viverla in tutte le sue manifestazioni.
Difendere la legalità in tutti i modi possibili guadagnando terreno sulla prevaricazione di tutte le storture del mal costume sociale.
Essere più attenti a cogliere i segnali che la vita ci offre e ove ci sia qualche problema riuscire a risorgere, a rimettersi in gioco.
Rientrare cosi nella normalità della vita quotidiana e convincersi a non essere un problema per la società, ma una risorsa che può diventare eccellenza per il vivere comune.
Solo cosi si riesce a rendere felice la nostra Mamma comune Natuzza Evolo e lo stesso Papa Giovanni Paolo II (ora Santo) che avevano entrambi sempre presente i giovani ed i problemi che si portano al loro seguito e per loro si spendevano in vita e si spendono ancora dal cielo, accompagnandovi sempre, ne sono convinto. Perché erano, e sono certi del vostro enorme potenziale umano da offrire alla società.
Se si riesce in questo, ecco… gli effetti positivi della pandemia, voi diventate come loro volevano e come umanamente desiderano anche i vostri genitori.
*già dirigente della Regione Calabria





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