«Tutto riparte, tranne la giustizia»

di Giovanni Mazzei*

Eppure sembrava quasi la normalità non sarebbe più tornata. Ed invece contro ogni aspettativa, la fine del lockdown sembra aver segnato l’inizio di una ”nuova era”.

Così tutto, a passo lento ha ripreso vita. Le attività, le grandi aziende, così come le piccole imprese a conduzione familiare.
Tutto sembra minuziosamente, e magicamente – nonostante i grandi sforzi prudenziali della sanità ‘governativa’ – tornare al proprio posto.
Tutto o quasi, tranne l’attività forense.
Tra le molteplici, innumerevoli falle e drastici epiloghi consequenziali di questa pandemia, risuona come non mai aberrante l’incredibile – quanto incompresa – situazione che affligge la magistratura tutta, l’avvocatura ed il personale amministrativo annesso e connesso.
Ma come si può ,anche seppur minimamente , pensare di poter circoscrivere e limitare le Sacre funzioni del settore giustizia? Metaforicamente , è come ”tarpare il corso” ad un torrente in piena che si vede costretto a fermarsi , e a fare i conti con una realtà che solo a stento riesce ad arginare .
Così dall’11 Maggio , la fase 2 ha ridefinito una nuova realtà restringente e del tutto improba, fatta di rinvii di udienze – addirittura all’anno 2023 – ‘trattazioni scritte’ al posto delle udienze in tribunale, mediazioni da remoto ed in video-conferenza, cause a porte chiuse, beninteso solo se sono (udite, udite) ritenute estremamente urgenti.
Urgenti ma da chi? Secondo quale oggettivo criterio, e soprattutto, con quali conseguenze in termini di giustizia reale?
Non solo. Evidente la totale discrasia comportamentale fra un Tribunale ed un altro, agenti l’uno in forme diverse dall’altro, sotto un egida contraddistinta da una autonomia a dir poco disinvoltamente arbitraria.
E’ per questo che si innalza in modo del tutto legittimo e colmo di ogni comprensione , un urlo di protesta da parte dell’Istituzione forense e della categoria tutta, portatrice di una realtà istituzionale volta a garantire i diritti dei cittadini.
Il quadro è chiaro, quanto crudemente spiacevole. Tutto riparte, tranne la giustizia(!)
Eppure vi sono in ballo, ora come non mai , svolte decisive , volte a segnare indelebilmente il destino del nostro Paese , dove la giustizia – anche e non solo dal punto di vista dei riscontri materiali ed economici – rappresenta uno dei Perni fondamentali e colonna portante per il nostro Gran Stivale.
Basti pensare a chi si occupa, venalmente si direbbe di Sanzioni , debitori, recupero crediti , ma eticamente a chi si impegna, ogni giorno, a far rispettare i diritti e i doveri che spettano, e rifluiscono sui cittadini.
Orbene, ancora una volta, il sistema burocratico italiano , si palesa quantomai fallace ed essenzialmente privo di comprensione verso chi svolge questo mestiere, così prestigioso e, purtroppo così dimenticato.
Occorre perciò , alla luce degli evidenti riscontri , interrogarsi se realmente quest’emergenza sia stata gestita bene: Forse avremmo potuto fare meglio ; forse avremmo potuto ristabilire un ordine prioritario e d’importanza riguardo ai settori che necessitavano immediatamente di ripartire.
Tra questi, senza dubbio, l ‘Avvocatura sarebbe dovuta essere tra le prime(!)
Ancora una volta , invece , ci troviamo a fare i conti con una disorganizzazione nociva oltre che paralizzante , fatta di lunghe attese , interminabili file dinnanzi i Tribunali , per depositare fascicoli, per effettuare prenotazioni di qualsiasi genere; tutti aspetti, questi, che sicuramente concorrono a rallentare un sistema estremamente complesso e già di per sé farraginoso.
Non v’è chi non veda, quindi, come questa Pandemia abbia radicalmente mutato oltre che gli aspetti della vita quotidiana dell’uomo comune, persino stravolgendola, la stessa attività Forense, ostacolata da un incapacità organizzativa, a dir poco parossistica.
Bisognerebbe allora , richiamare alla memoria, la grande importanza ed il preminente ruolo che riveste, dai primordi dell’umanità, La Giustizia, considerata non solo nel senso della sua proficuità, ma intesa anche, e soprattutto, come motore ed ideale di vita di tutti i cittadini, come esattrice ancestrale dei diritti sostanziali, quelli radicati nel senso più profondo delle Idee.
L’ Idea, cioè, che nasce e cresce anche per la satisfazione di un senso di giustizia interiore e la perpetua nel tempo.
La successiva, prevista ‘fase 3’ (o ‘fase 4’) ne terrà conto o reitererà l’andazzo finora seguito? Tra non molto “l’ardua sentenza”.
L’Auspicio, non è il mero richiamo classicista al ‘Deus ex machina’ della tragedia Greca, ma la semplice quanto accalorata prèce che questo sia solo frutto di situazioni contingenti, che non rappresenti il pretesto di continuare ad interpretare la giustizia in senso distortamente, definitivamente ‘modernista’ , bensì l’anello congiungente della visione più autentica del ritorno alla Musa Temi, personificazione dell’esigenza dell’Ordine, della Giustizia del Diritto.

*Giurista





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