«Nostra Calabria intonsa»

di Giovanni Mazzei*

EasyJet Calabria Lamezia

Avete presente una delle preposizioni che più hanno generato importanti e riprovevoli reazioni – oltre che grande scalpore – in questi ultimi giorni? Addirittura posizionandosi in cima alla classifiche tra le più svariate per la serie “affermazioni poco felici” ( se non davvero di cattivo gusto).

Ebbene è quella della Compagnia Aerea inglese EasyJet che, in un icona descrittiva dedicata alla Regione Calabria, come vale la pena ricordare, si esprimeva testualmente: «Questa regione soffre di un’evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività Mafiosa e di terremoti. Soffre inoltre la mancanza di città iconiche come Roma o Venezia capaci di attrarre i fan di Instagram». E ancora: «e se cerchi un piccolo assaggio della dolce vita, ma senza turisti, sei nel posto giusto».

Campagna senza ombra di dubbio pungente, anzi alquanto offensiva! Inutile dire perciò ( e provare persino ad immaginare ) delle dure ed immediate repliche e reazioni suscitate non solo nel popolo Calabrese ( comprensibilmente indignato),ma anche in tutta la Nazione. Non sono mancate infatti, sin da subito, le obiezioni ed i disappunti di chi, a spada tratta soleva difendere la nostra amata terra.

Tra questi, importanti esponenti politici. Prima fra tutti, naturalmente, la Presidente della Regione, Jole Santelli, che si è apertamente esposta nei riguardi di questa meschina quanto vile azione della compagnia aerea, definendola come una vera e propria «pseudo operazione di Marketing sulla Calabria, offensiva , miope e di chiaro sapore razzista».

A seguire, non tarda a controbattere Maria stella Gelmini, la quale, indignata ha proposto ad EasyJet in via alternativa di incrementare più voli da e per la Calabria. O Ancora, Giorgia meloni, leader di “Fratelli d’Italia” la quale afferma: «La compagnia aerea deve scusarsi non solo con la calabria , ma con tutta Italia!».

Appaiono poi scontate, quanto inconcludenti e vane le “scuse” della stessa compagnia, arrivate poche ore dopo la pubblicazione della “Campagna Pubblicitaria”, giustificandosi (o meglio, credendo di riuscirci) con l’avanzare l’Alibi/ Pretesto di un errore probabilmente “interno”.

Non si capisce (né si è compreso a distanza di giorni) il reale – e non formale – motivo di una tale infausta uscita mediatica. Tuttavia, questo il triste quadro e rimane però una domanda.

Quanto di “easy” c’è nel nome della compagnia aerea “pirata” e quanto nelle sue, apparentemente vane, affermazioni? Dare una risposta a tutto questo si può, a patto di riguardare alla verità di una terra, quella Calabra, intrisa di beltà ma anche di lacrime.

Terra amara come diceva un mio caro cliente, ottimo imprenditore, lui sì è riuscito a farne un ossimoro, dove la curiosità per una regione per tratti ancora inesplorata si coniuga con la genuinità e fragranza dei prodotti della terra natìa. Ma è possibile fare in modo che i cittadini calabresi credano sempre più in sé stessi, che evitino luoghi comuni intrisi di facile vittimismo che, nonostante le difficoltà, i frutti di questa terra si elevino ad energia e forza per l’avvenire.

Lo diamo per scontato che si possa fare: i visi rubicondi degli utenti dello scalo aereo più in voga della Calabria trasformarsi in consapevoli passeggeri, soprattutto stranieri, affollare di cartoline e fax di viaggi i centri commerciali attigui. Tutto in una nuova ottica dove la Calabria diventa “nuova frontiera” del turismo da copertina, la prima magari, per come realmente merita. Non più la Calabria tetra dei personalismi, degli egoismi biechi, dei familismi che riducono l’esistenza ad una cortina di ferro fra un quartiere ed un altro, ma uno spiraglio nuovo, fresco, incantevole, come il Golfo di S.Eufemia piuttosto che il promontorio di Tropea o le Grotte di San Nicola Arcella.

Allora sì, non sarà l’ennesimo volo (ops “caduta di stile”) di una “Easy Jet” qualsiasi a frantumare i miti della Magna Grecia, anche se ingrigiti da una visione politica stantìa, talvolta pedante. Non sarà l’ennesima gaffe di una ‘entità’ straniera qualsiasi a segregare l’autostima di un popolo che ha tutto, proprio tutto per crescere

Basta solo la volontà di farlo, slacciando le spalliere da antichi adagi del ‘calabrese brigante’ di storico retaggio, per librare verso lidi migliori, del tutto adeguati alla nostra statura di popolo, e celebrare il taglio del nastro che ci tiene vincolati ad una terraferma talvolta sin troppo amara.

Ma è la politica, quella con la ‘P’ maiuscola, che deve raccogliere l’anelito, non cieco né sordo, dei calabresi a questa nuova, auspicabile visione di realtà; non bastano slogan o inutili reazioni allo straniero di turno ma fatti, fatti concreti, di avvio di sviluppo, dove la norma, legislativa o regolamentare che sia, interpreti nella giusta maniera e col sostegno di investimenti capillari, ad esempio nel turismo come nell’agroalimentare (colonne della matrice economica calabrese) i desiderata, ormai nemmeno troppo “inconsci” , del popolo calabro.

E chissà che non sia proprio l’infelice uscita di EasyJet ad inaugurarla.

 

*Giurista-opinionista





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