«A Roggiano il Paradiso può attendere»

di Antonio Mandato

Sono trascorse tre settimane dalla lettera-risposta con la quale il presidente della Provincia di Cosenza ha ufficializzato la disponibilità dell’Ente all’intitolazione del Palazzetto dello Sport di Roggiano Gravina ad Angelo Dundee Mirena (nella foto assieme Muhammad Alì), accogliendo, in tal senso, la richiesta della Pro Loco.
La missiva a firma di Franco Iacucci rimandava, tuttavia, giustamente, la decisione finale al rappresentante pro tempore del Comune di Roggiano Gravina, in quanto gestore della struttura di proprietà della Provincia.
Ad oggi, però, da parte della Commissaria, dottoressa Eufemia Tarsia, non è arrivato alcun cenno.
I benpensanti diranno: «Ma non sono questi i problemi di Roggiano!». Come dargli torto: queste sono, semmai, le opportunità, le possibilità che continuano, però, a non essere colte.
L’intitolazione del Palazzetto ad un uomo di sport che è stato l’allenatore di Mohammed Alì, di Sugar Ray Leonard, di decine di atleti di eccellenza mondiale, che ha girato film con star del cinema, a cui hanno dedicato centinaia di biografie celebrandolo come l’Angelo di Alì, a cui è stato assegnato un posto, unica personalità non pugile, all’interno della “Hall of fame” del pugilato mondiale, rappresenta non solo un vanto, ma un’opportunità per Roggiano.
Angelo Dundee Mirena è stato un uomo che nonostante la fama e la notorietà non ha mai reciso il cordone ombelicale che lo ha tenuto legato alla sua terra, fino a tornare, quasi di nascosto, per ben due volte, al fine di cercare e ritrovare il luogo dal quale partirono i suoi genitori, respirare l’aria che, nonostante la distanza, gli è stata naturalmente familiare, sentire quel dialetto che è stato da sempre la sua lingua.
Ma sì, aspettiamo. Del resto è proprio vero: non sono questi i problemi di Roggiano!
I problemi, semmai sono che una struttura sportiva è stata consegnata da più anni dalla Provincia ed è ancora chiusa, inutilizzata perché il Comune ancora non è riuscito a darla in gestione.
I problemi sono che nel Paese si sono azzerate le possibilità di fare agonismo per i nostri ragazzi: non c’è più una squadra di pallavolo, di basket, di calcetto, di calcio, di tennis che sia iscritta ad un campionato che sia maschile, femminile, giovanile o senior. Niente!
Eppure sappiamo tutti quanto sia importante per i nostri ragazzi lo sport e lo sbocco agonistico della stessa pratica sportiva: è il modo migliore per allontanare i giovani dalle strade, è la palestra naturale per allenare le menti al rispetto delle regole, alla convivenza, alla diversità e dunque, all’accoglienza.
La cosa che più fa riflettere è che negli anni precedenti, quando mancavano le strutture sportive, le squadre brulicavano di ragazzi, c’era un fervore agonistico che adesso si è spento. In meno di 20 anni siamo passati da una penuria di impianti ad una crisi di socializzazione che fa paura.
Ma forse, neanche questi sono i problemi di Roggiano!
In attesa che qualcuno ci spieghi quali sono i veri problemi, altro non possiamo fare se non aspettare, perché, come per l’angelo di Alì, il Paradiso può attendere.





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