«Calabria fuori dai partiti: Callipo torni»

di Mimmo Nunnari*

pippo Callipo

Parafrasando il titolo di un libretto di Giuseppe Prezzolini dal titolo “Modeste proposte, scritte per svago di mente e tentativo di istruzione pubblica degli italiani”, lancio una mia “modesta proposta” a consiglieri regionali, parlamentari, sindaci, consiglieri, eccetera eccetera: uscire dai partiti colonizzatori, tutti, e aggregarsi in formazioni regionali locali col solo impegno di difendere la Calabria dal perverso disegno romano-nordico di abbandonarla al proprio destino. E’ un’infamia non più sopportabile l’abbandono la trascuratezza e la rapina quotidiana perpetrate nei confronti della popolazione con la complicità dei media nazionali impegnati con nani ballerine e personaggi televisivi immorali che starnazzano nei talk show palestre di odio e litigiosità, mentre la Svimez ci avverte che sta per scoppiare una bomba sociale al Sud e sappiamo che le cariche più potenti dell’ordigno sono innescate in Calabria, dove si muore di sanità malata mancanza di lavoro soffocamento della mafia carenza di infrastrutture collegamenti strade burocrazia corrotta e politica suddita.
Spiace che Callipo si sia dimesso dal consiglio regionale, scoraggiato dalla palude melmosa che sostiene di essersi trovato davanti ma se ci ripensa può tornare come gli è stato chiesto dalla stessa Assemblea quasi all’unanimità, e lanciare lui un appello all’unità della Calabria cinquant’anni dopo la nascita infausta del regionalismo che in Calabria ha portato lacerazioni e inimicizie servite per bollinare i calabresi come popolo anomalo da tenere ai margini, rifiutandolo e spingendolo ancora più a sud del sud di cui pure fa parte. La vergogna dell’accordo centro-nordico su Reggio tra Berlusconi Salvini e Meloni che assegna alla Lega il “diritto” feudale di scegliere il candidato sindaco per la città più popolosa della Calabria, dice tutto del discredito della politica verso la Calabria, senza escludere i silenzi indecenti del Pd di Zingaretti partito pariolino e dei navigli senza idee, progetti visioni e intelligenze votato a trovare “accordi utili” con chicchessia pur di sopravvivere. Se in Consiglio nascono gruppi autonomi dai partiti con l’obiettivo di progettare il futuro della Calabria può essere l’inizio di un percorso che porta al riscatto alla discussione franca al confronto sincero.
Callipo torni in Consiglio, faccia il discorso che avrebbe fatto se avesse vinto le elezioni, cerchi consenso adesioni e perché no coinvolga la presidente Santelli: i nemici della Calabria sono comuni e si chiamano partiti nazionali. È il momento di scegliere se essere complici e sudditi o uomini e donne libere.
*giornalista e scrittore





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