«I Conti di Reggio e le (tante) grane da risolvere»

di Ettore Jorio*

Lo scudetto per le attività di verifica sugli enti locali spetta certamente alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti di Campania e Calabria. Non solo perché chiamate a confrontarsi con due dei comuni più malmessi sul piano dei loro rispettivi bilanci ma anche perché hanno, di conseguenza, stimolato alcune delle più importanti sentenze della Corte costituzionale in relazione al tema del dissesto.
Dunque, il protagonismo negativo in gestione della res pubblica locale tocca per importanza a due Città metropolitane, quella di Napoli e Reggio Calabria, che si sono rese destinatarie, oramai da tempo, di ripetute decisioni delle rispettive Sezioni regionali di controllo equivalenti a cartellini gialli, così reiterati da giustificare verosimilmente quello rosso.

La chiamata in causa della Corte costituzionale
Eventi, questi, con i quali le stesse hanno chiamato in causa la Consulta sollevando questioni di legittimità costituzionale delle disposizioni legislative note come salva Napoli & Co. con conseguente condivisione delle anzidette tesi dal Giudice a quo. Al riguardo, quest’ultimo ha, infatti, prodotto due importanti sentenze – la n. 18/2019 riguardante la Città metropolitana di Napoli e la n. 115/2020 quella di Reggio Calabria – con le quali ha espulso dall’ordinamento le norme che assicuravano una eccessiva dilatazione dei tempi di attuazione dei piani di riequilibrio finanziario, cui le medesime avevano fatto ricorso, forse troppo strumentalmente. Con questo, ha eccepito in esse una aperta violazione del principio di equilibrio del bilancio nelle «declinazioni» sia di quello dinamico che di quello intergenerazionale, con conseguente inefficacia dei piani rimodulati da entrambe. Una decisione che ha rimesso all’esame delle rispettive Sezioni regionali di controllo l’originario strumento di riequilibrio decennale, con l’obbligo delle amministrazioni interessate di attualizzare l’eventuale maggiore disavanzo determinatosi nel frattempo (si veda Quotidiano EELL&PA del 25 giugno).

La puntualità del magistrato calabrese
Ed ecco la Sezione regione di controllo calabrese offrire un esempio di tempismo con la delibera n. 157 depositata l’appena trascorso 30 luglio. Un provvedimento che costituisce un importante step giudiziale del complicato iter istruttorio e procedimentale, cui lo stesso fa puntuale ed esaustivo cenno nella sua narrativa, con un preciso richiamo per il comune reggino di adempiere all’onere spettantegli di aggiornare i dati e le soluzioni pianificatorie del disavanzo attualizzato. Un modo per riportare il deficit complessivo dell’ente ad un unicum contabile consuntivante «la sommatoria delle situazioni giuridiche e contabili degli esercizi precedenti sino a determinare» l’esito da assumere a valutazione (sent. 115/2020 dixit). Una delibera che ha pertanto assunto a proprio esame e decisione il piano di riequilibrio approvato dalla città metropolitana di Reggio Calabria con deliberazione consiliare n. 37 del 30 luglio 2019, che «festeggia il compleanno» il giorno del deposito della delibera del magistrato contabile catanzarese n. 157/2020 (relatore Dorigo).

… il suo metodo e le conclusioni
Interessanti sono state le conclusioni cui è pervenuta la Sezione regionale di controllo di Catanzaro, così come è da ritenersi apprezzabile – considerate le ricadute sul thema decidendum degli intervenuti dicta della Consulta sull’argomento specifico – il metodo redazionale della delibera medesima, di fatto articolata in due parti, di cui: la prima afferente alle conclusioni e agli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 115/2020; la seconda sulle ricadute della sentenza de qua in relazione al giudizio dell’art. 38, comma 2 quater, del D.L. 34/2019.
Conseguentemente, la stessa sottolinea – al fine di pervenire ad una esaustiva preventiva attualizzazione da parte del Comune del verosimile maggiore disavanzo generatosi dal 2013 ad oggi – la necessità di fornire i dovuti chiarimenti su alcuni punti. Prioritariamente sui debiti fuori bilancio pretesi dalla Regione Calabria per fornitura di acqua e stoccaggio rifiuti, indicando l’incidenza degli stessi sul disavanzo complessivo e per ciascuno l’anno di insorgenza nonché la relativa copertura finanziaria occorrente.

… le sue puntuali richieste e i suoi dubbi
La Sezione non si risparmia ovviamente nell’esplicitazione delle osservazioni e richieste di chiarimenti specifici, mettendo il dito sulla necessità di fare emergere le passività occulte nel rapporto Città metropolitana/partecipate, riassumendo in proposito in una apposita tabella le informazioni dei revisori del luglio 2018 e del Comune medesimo del successivo ottobre, ritenute palesemente incomplete tali da fare supporre l’esistenza di non lievi responsabilità relative.
Non solo. Mettendo in evidenza uno stato di confusione amministrativa nei rapporti intrattenuti tra gli stessi tanto da non far conciliare i loro rapporti di crediti/debito a dimostrazione di una verosimile ulteriore insorgenza di passività occulte con conseguenti responsabilità degli agenti non esclusivamente contabili.
Un rilievo non di poco conto è espresso dal Magistrato contabile sull’utilizzo delle anticipazioni di liquidità, sulla cui destinazione esprime severi dubbi che appaiono ampiamente dimostrati a tal punto da provare un illegittimo uso seriale dei medesimi con conseguente violazione della ratio legislativa che ha determinato l’introduzione nell’ordinamento della anzidetta anticipazione a far data dal D.L. 35/2013. Una osservazione che lascia presumere un grave stato di patologia nella gestione della liquidità della Città metropolitana con conseguente ricaduta nella sua esistenza istituzionale.
Dei residui neanche a parlarne, atteso che la Sezione li analizza con dovutezza di particolari, alcuni dei quali gestiti in modo non affatto canonico e tutti dimostrativi dell’incapacità del Comune reggino ad accertare e riscuotere persino in conto competenza, tanto da generare una aridità di cassa da utilizzare nell’ordinario.

Per la Città metropolitana (e non solo) un bell’impegno
Insomma, tralasciando qui ogni altra (numerosa) eccezione e richiesta di chiarimento, è da rilevare un lavoro certosino del magistrato contabile calabrese, che invero onora una terra sino ieri tanto trascurata da aver consentito un uso improprio delle risorse pubbliche, tanto da divenire campione di riferimento assoluto per ciò che non deve farsi per assicurare un buona amministrazione negli enti locali e nella sanità.
La palla adesso passa alla Città metropolitana di Reggio Calabria che avrà un bel da farsi a fornire i numerosissimi dettagli e documenti intimati, specie quelli che certifichino la sussistenza di ciascun credito, le cosiddette ragioni della loro legittima esistenza.
Al riguardo, invita il responsabile del Servizio Finanziario e i revisori, ammonendoli implicitamente delle loro responsabilità in caso di dichiarazione incompleta e/o mendace, ad attestare – rispettivamente – l’esigibilità dei crediti e la fondatezza dei residui nonché a fornire la prova pratica delle richieste di esazione ai debitori giustificative dei passaggi consequenziali per il calcolo del fondo crediti di dubbie esigibilità.
Una specifica richiesta dalla quale assumere le certezze occorrenti per la decisione finale, da perfezionarsi con attenzione da parte dei destinatari istituzionali, attese le responsabilità non solo contabili derivanti da improprio rilascio di documentazione fornita.

*docente Unical
pubblicato su Norme e Tributi de IlSol24Ore di oggi





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