«Maggiori tutele per i collaboratori amministrativi scolastici»

di Emilio De Bartolo *

Gentile Presidente,
è nota l’importanza che l’Istruzione ricopre nello sviluppo della società, nella formazione dei nostri figli che rappresentano la nostra speranza e il nostro futuro.
Certamente è cruciale la formazione dei docenti ma, altresì, lo è l’intera impalcatura amministrativa, burocratica, organizzativa che permette ai docenti di insegnare e agli alunni di apprendere. In tal senso è essenziale il lavoro svolto dai collaboratori scolastici che, troppo spesso, negli ultimi anni, si sono visti depredati dei loro diritti, non considerati e trattati alla stregua di lavoratori di serie B. Che le loro esigenze non siano ascoltate è reso ancora più evidente dall’inserimento – nel loro ambito – degli ex LSU/LPU. Infatti, mentre questi ultimi sono stati stabilizzati e, in ultimo, in loro favore è stata disposta la trasformazione dei contratti da 18 ore a 36 ore, i collaboratori scolastici vivono nel limbo dell’incertezza, della precarietà e della rabbia. Spesso, e solo per loro, devono sentirsi dire che non ci sono fondi per interventi a loro tutela.
Ciò che i collaboratori scolastici, inseriti nelle graduatorie permanenti del personale ATA della provincia di Cosenza, chiedono, da tempo, a gran voce, è un incremento del numero delle immissioni in ruolo degli incarichi annuali e delle supplenze di prima e seconda fascia per l’anno scolastico 2020/2021, equità di trattamento e sblocco dei posti loro accantonati. Chiedono che vengano effettuate tutte le 109 immissioni in ruolo dei collaboratori scolastici nella provincia di Cosenza.
Trattasi, peraltro, di una situazione che riguarda circa 5000 lavoratori, tra collaboratori inseriti nelle graduatorie permanenti di prima e seconda fascia della Provincia di Cosenza. La politica ben poco – o quasi nulla – ha fatto per tutelarli. Non può non rilevarsi che, a differenza loro, gli ex LSU/LPU hanno avuto il sostegno del movimento 5 stelle e, in particolare, dell’On.le Luigi Gallo, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione alla Camera, in prima linea per l’internalizzazione dei lavoratori delle ditte di pulizia, per la stabilizzazione degli ex LSU/LPU e in ultimo il passaggio dei contratti da part time a full time con il Decreto Rilancio. Altro discrimine è la modalità di accesso; solo per il personale ATA è richiesto il diploma quale requisito minimo di formazione.Ulteriore beffa, per tale categoria di lavoratori, è quanto previsto per il prossimo inizio di anno scolastico. Nella seduta del 16 luglio scorso il Senato ha approvato il disegno di legge 1874, di conversione in legge, con modificazioni, del Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Con il c.d. “Decreto Rilancio” i Dirigenti degli Uffici Scolastici Regionali (USR) potranno procedere con l’assunzione di Insegnanti, Amministrativi, Tecnici e Ausiliari mediante contratti a tempo determinato, al fine di garantire l’attività didattica in presenza e il regolare avvio e svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021; tuttavia, laddove malauguratamente dovesse rendersi necessario un’interruzione delle lezioni in presenza a causa dell’eventuale acuirsi dell’emergenza sanitaria, tali contratti si intenderebbero risolti per giusta causa, senza diritto ad alcun indennizzo.Si comprende bene che la condizione vissuta dai collaboratori scolastici frustra i più basilari principi di dignità, equità e giustizia.Stella polare di ogni agire istituzionale, spesso dimenticata, è l’art. 35 Cost.: “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni”. In tale agire, purtroppo, non vi è tutela alcuna.Noi di Italia del Meridione, pur consapevoli che la questione non è di stretta competenza regionale, Le chiediamo di attivarsi, anche per il tramite dell’Ufficio Scolastico Regionale, affinché vi sia tutela e giustizia per i collaboratori inseriti nelle graduatorie permanenti del personale ATA di prima e seconda fascia della provincia di Cosenza e, più nello specifico:

  • Che sia disposto un incremento del numero delle immissioni in ruolo degli incarichi annuali e delle supplenze di prima e seconda fascia per l’anno scolastico 2020/2021;
  • Che vi sia equità di trattamento e pari considerazione politico/istituzionale tra il personale ATA e gli ex LSU/LPU;
  • Che vengano sbloccati i posti accantonati per il personale ATA (625 per la provincia di Cosenza);
  • Che vengano effettuate tutte le 109 immissioni in ruolo dei collaboratori scolastici nella provincia di Cosenza.

Confidiamo nel Suo intervento affinché le istanze di circa 5000 lavoratori vengano finalmente accolte e possa iniziarsi a parlare di una Regione in cui le Istituzioni siano accanto ai più deboli, in cui le Istituzioni si adoperino per garantire equità, giustizia e dignità.Invitiamo ad agire con celerità, prima della formazione e successiva pubblicazione della relativa graduatoria, prevista per la prima decade del mese di Agosto 2020.Con disponibilità ad un confronto anche alla presenza di una rappresentanza dei detti collaboratori e dell’Ufficio Scolastico Regionale, eventualmente da convocarsi in tempi celeri data l’urgenza e la contingenza del momento.

*segretario provinciale Idm





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