«La Calabria in una storia»

di Giuseppe A. Veltri*

Come da alcuni anni ormai, decido di tornare nella mia regione di nascita per le vacanze estive, precisamente in un piccolo paese chiamato San Martino di Finita. Questo paese è il luogo dove vivono i miei genitori in pensione, dopo essersi trasferiti da Cosenza in cerca di pace e tranquillità. Eppure, ogni estate è sempre un rassegna dei problemi di questa regione che le impediranno un qualsivoglia sviluppo: la spazzatura non raccolta, i cani randagi, le strade che cadono a pezzi, la mancanza di trasporto pubblico, nessun presidio medico vicino. Da quest’anno si è aggiunta un altra piaga, un gruppo di persone che sfreccia a bordo di moto di grossa cilindrata sulle strade del paese a qualsiasi ora del giorno e della notte, in barba a qualsivoglia codice delle strada e alla quiete pubblica. La risposta dei paesani? Niente. Tante lamentale individuali nessun azione. La risposta dell’amministrazione comunale? Niente. A questo si aggiunge che in 10 anni che visito questo paese d’estate non ho mai visto una pattuglia dei carabinieri della vicina caserma di Torano.
Un sintesi perfetta della regione che è diventato luogo da scappare e in cui mai più tornare.
*Università di Trento





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