«SS106. Se non ora quando?»

di Giuseppe Madia*

In queste settimane, si è aperto un dibattito sulle risorse provenienti dall’Europa e su come dovranno essere utilizzate per il rilancio dell’Italia e delle regioni meridionali. Indubbiamente, come segnalato da più parti, le infrastrutture costituiscono una priorità, se davvero si vuole recuperare il tempo perduto e aprire una pagina nuova di sviluppo sostenibile e rilancio dell’occupazione per regioni come la Calabria. In tal senso, l’imminente convocazione dei sindaci, su proposta del consigliere regionale Francesco Pitaro, presso la Cittadella regionale da parte dell’assessore alle Infrastrutture Domenica Catalfamo, al fine di fare il punto sulla variante alla 106 che dovrebbe collegare Catanzaro e Crotone in mezzora, è un’ottima notizia. Com’è ottimo il metodo: partire dall’ascolto del territorio e dalle sue esigenze. La priorità che già molte associazioni, parti sociali, Comuni, le due Province, la stessa Regione Calabria, hanno manifestato ed hanno ritenuto oramai indilazionabile, riguarda il collegamento veloce della tratta Simeri Crichi-Marcedusa-Passovecchio che potrà avvenire in circa 30 minuti, ma risulta ancora più importante il collegamento da Crotone a Lamezia Terme, snodo nevralgico autostradale – ferroviario – aeroportuale, in circa 45 minuti.

È ovvio che la questione non è riconducibile solo dai tempi di percorrenza tra le due città e i due territori, ma richiama un complesso legame tra il sistema dei trasporti a rete e l’assetto del territorio e la sua pianificazione e, di conseguenza, tra sviluppo dei trasporti e sviluppo socio economico di un’intera area. Qualsiasi analisi e/ o verifica, qualsiasi strumento di valutazione, nel caso specifico, non potrà che dare risultati positivi e impatti sostenibili. “Sono le infrastrutture a rete che generano e strutturano gli spazi, attivando e disattivando le potenzialità dei luoghi e determinandone le traiettorie di sviluppo”. Ecco perché, d’accordo con il consigliere Pitaro e l’assessore Catalfamo, sono del parere che si commetterebbe un errore fatale, se questa opera non diventasse un obiettivo fondamentale per la Regione. Auspico, pertanto, che ci sia un impegno trasversale della politica e la scesa in campo, decisa e combattiva, di associazioni, forze sociali, collegi e ordini professionali, sindaci e amministratori, perché si prenda atto che questa è l’ultima chance a disposizione per lo sviluppo di questa parte del Mezzogiorno italiano.

*Architetto – delegato ai Lavori pubblici e Urbanistica del Comune di Sellia Marina





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