«Sanità, troppa distanza tra parole e fatti»

di Rubens Curia*

Ascoltando le affermazioni del Ministro della Salute Speranza in Parlamento, in cui parla di una “sanità di prossimità” e della valorizzazione della sanità pubblica e leggendo i Dca della struttura commissariale della Calabria avverto una profonda contraddizione tra le dichiarazioni del Ministro e gli Atti concreti emanati dal generale Cotticelli.
Infatti, esaminando il Dca n° 107 del 7 agosto 2020 leggiamo che il risultato economico di gestione è passato, nel corso dell’ultimo triennio, dai -98,5 milioni di euro del 2016 ai -213,3 milioni di euro del 2018 […] determinato principalmente da:
Incremento dell’impatto finanziario del saldo di mobilità + 7,5%;
Incremento degli accantonamenti +18% per cause civili;
Incremento della spesa per l’acquisto di farmaci ed emoderivati.
Pesa come un macigno la spesa della mobilità passiva che ha superato nel 2018 i 308 milioni di euro che la Struttura Commissariale nel corso degli anni ha contrastato con la terapia sbagliata dei tagli lineari attinenti alla specialistica ambulatoriale che ha incrementato le “Liste d’attesa” e il ricorso dei calabresi al privato con un aumento della spesa delle famiglie del 30% e, ancor più grave, con il blocco delle assunzioni del personale che, tra l’altro, è sensibilmente invecchiato, infatti solo un quarto delle risorse umane del S.S.R. ha meno di 50 anni.
Ci saremmo aspettati, dopo la tragedia della Pandemia da covid-19 una inversione di rotta del Commissario ad acta, tenuto conto anche della legge 27/20 che invitava le Regioni a rivedere i “Piani regionali del fabbisogno del personale” alla luce del contesto sanitario che dopo il 21 febbraio scorso è completamente mutato.
Invece, come gli ultimi dei giapponesi, hanno continuato nei tagli come scrivono, vantandosi, nel DCA 107/20: «il completamento della rete laboratoristica pubblica attraverso l’accentramento dei Laboratori di Patologia Clinica pubblici» [sic!]. In parole povere la chiusura del Laboratorio di Patologia Clinica dell’Asp di Reggio che in questi mesi di pandemia ha fatto un lavoro eccezionale nel processare i tamponi covid-19 e altri.
Nel Dca summenzionato affermano continuamente di “efficientamento delle Reti ospedaliere e Territoriali” da fare con quali risorse umane? Il Decreto prevede l’assunzione nel 2020 di 493 unità di personale di cui 120 della Dirigenza e 373 del Comparto, quando loro stessi scrivono che «si evidenzia un’accelerazione delle fuori uscite del personale a seguito dell’effetto quota 100 a cui hanno aderito un numero maggiore di persone rispetto a quello atteso».
Con questa visione burocratica è stato scritto il Dca n° 114/20 “Grande Ospedale Metropolitano Bianchi Melacrino Morelli – Piano dei Fabbisogni del Personale per il triennio 2020-2022” che, giustamente, ha fatto affermare al segretario della Uil Nuccio Azzarà che il Dca 114 «è uno scempio amministrativo»; nello stesso Decreto ancora si scrive «che le situazioni più critiche riguardano le Asp di Reggio Calabria, Crotone e Cosenza», per quanto attiene «al valore del 2004», ciò sta a significare che queste Aziende sono, in quanto al personale, ai minimi termini, purtroppo nel Dca 107 si ribadisce che nel 2020/21 il costo del personale rimarrà invariato con tutte le conseguenze negative.
In conclusione, come Comunità Competente chiediamo un intervento del Ministero della Salute perché siano modificati questi Decreti con urgenza se vogliamo affrontare seriamente la mobilità passiva e attuare i LEA perché le nozze non si fanno con i fichi secchi.
*Portavoce di Comunità Competente





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