«Candidati ed elettori, sì ad un patto per bene comune»

di Libera Vibo Valentia

In vista delle amministrative del 20 e 21 settembre, che interessano diversi comuni del vibonese, vogliamo proporre un patto, un’alleanza tra elettori e candidati, un’assunzione concreta di responsabilità e corresponsabilità per il bene delle nostre comunità.
Un impegno concreto che leghi, con reciproca responsabilità, il corpo elettorale, i candidati e i suoi rappresentanti eletti, in un rapporto continuo di verifica e progettazione, fondamento di un’autentica democrazia ascendente.
I nostri paesi vivono situazioni molto delicate, emergenze divenute ormai la normalità che rendono difficile individuare una prospettiva per il futuro, in particolare nei Comuni che tornato al voto dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose.
Di fronte a tale scenario, e al di fuori di ogni retorica, è necessaria una presa di posizione chiara e netta da parte della politica, ma ancora prima, siamo noi cittadini a doverci assumere la nostra quota di responsabilità nella gestione della cosa pubblica, a partire dalla prossima scadenza elettorale, esprimendo, anzitutto, un voto consapevole e libero da ogni forma di condizionamento.
Questo deve essere un impegno che deve continuare anche dopo il voto con la partecipazione alla vita democratica delle nostre comunità, offrendo il proprio contributo di stimolo e collaborazione, ma anche attraverso il controllo, il monitoraggio e la verifica dell’azione dei futuri amministratori.
Cittadini ed associazioni chiamati ad impegnarsi a non lasciare solo chi sarà chiamato ad amministrare le propria città, nell’affrontare le difficoltà e i tanti problemi che certamente si presenteranno. Una partecipazione disinteressata, non chiedendo mai nulla di personale o di parte, una progettualità e collaborazione concreta per il bene comune.
Spetta, soprattutto, alla politica dimostrare, concretamente, da che parte sta rispetto ad alcuni temi fondamentali.
Il nostro auspicio è che le future amministrazioni possano, realmente, impegnarsi per favorire il dialogo costante e concreto con tutti i cittadini e le realtà associative, adottando forme di comunicazione che facilitino i contributi e la partecipazione ai processi decisionali per la realizzazione del bene comune.
In particolare, parlando di legalità e trasparenza, siamo convinti che non basta esporre fuori dal palazzo comunale targhe con la scritta “Qui la ‘ndrangheta non entra”, oppure durante, la campagna elettorale, gridare slogan del tipo “non vogliamo i voti dai mafiosi”.
Possono rappresentare delle prese di posizione forti solo se ad esse seguono fatti concreti.
Per tale motivo, chiediamo con forza un passo indietro degli eventuali indagati e condannati e un allontanamento dalle liste di quei candidati che abbiano avuto rapporti diretti e indiretti con la ‘ndrangheta e il malaffare per evitare il pericolo di contaminazioni e collusioni con la politica e la futura amministrazione.
Sappiamo bene che un’indagine aperta non è una condanna, ma in nome della trasparenza e della responsabilità politica, che richiedono rappresentanti di indubbia e specchiata moralità, e rispetto al rischio di un ulteriore scioglimento per infiltrazioni mafiose, chiediamo un cambio di passo forte e senza compromessi, ricordandoci che la vera rivoluzione si fa nelle urne.
Una nuova relazione tra istituzioni locali e cittadini che si poggia sulla convinzione che un’amministrazione per adempiere fino in fondo il proprio compito non deve solo occuparsi della sistemazione di strade o marciapiedi ma deve impegnarsi, concretamente, a far nascere e crescere una comunità.

 





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