«La tragedia degli incendi nell’Alto Tirreno»

di Italia Nostra*

Ora basta, si faccia qualcosa!
Puntualmente ogni anno ci ritroviamo a dover assistere impotenti alla grave emergenza incendi, che devastano e cancellano ogni presenza vitale. Una riflessione è doverosa, soprattutto alla luce di ciò che è successo nel nostro territorio in questi giorni: ettari ed ettari di bosco e macchia mediterranea andati in fumo per mano presumibilmente dolosa, considerato che di notte sono partiti contemporaneamente diversi focolai in altrettante zone diverse dell’Alto Tirreno.

Questa la sequenza sconcertante degli incendi tra la notte e la mattina del 17 settembre 2020:
San Nicola Arcella – 0re 2 circa località Vannefora;
Scalea – subito dopo località Piano Grande e Bocca della Giara;
Praia a Mare – ore 3 circa Marlane;
Scalea – ore 10 circa località piano dell’Acqua, Monticello;
Scalea – ore 10,30 canneto Stazione Ferroviaria;
Santa Domenica Talao – ore 11,30 località Sovareta.
Il fuoco in poco tempo ha sviluppato la sua azione distruttiva su piante e animali, lasciando desolazione e gravi danni al passaggio, modificando il paesaggio e l’ambiente naturale. Gli effetti devastanti non saranno di breve durata, anzi, li vedremo nel corso dei prossimi anni in termini di cambiamento di un territorio e dei suoi equilibri naturali.

Un bosco bruciato rappresenta un problema di sicurezza, contribuisce alla caduta massi, all’erosione, ai cambiamenti climatici.
Qualunque ne sia l’origine e certamente la sequenza con cui si sono sviluppati deve far riflettere, non possiamo non chiederci e chiedere agli enti competenti quali siano i piani a breve e medio termine per preservare il nostro territorio e il verde. Cosa si fa per sorvegliare e presidiare? Per tenere pulite le aree boschive? Per far sì che i terreni vicino a zone e centri abitati siano mantenuti puliti? Per attuare la ricostituzione post incendio? E considerato che la maggior parte degli incendi sembrerebbero di origine dolosa, chi si cela dietro tali azioni: interessi di profitto, piromani, o altro?
La prevenzione dagli incendi in un territorio che affida al paesaggio ed alla tutela dell’ambiente le sue carte migliori è questione fondamentale.

È quindi essenziale non solo intervenire con prontezza nel momento dell’emergenza, ma bisogna soprattutto lavorare appunto per prevenire il più possibile, evitando di spendere somme ingenti per le operazioni di spegnimento.
È necessario allora che si torni ad investire nella gestione di boschi ed aree verdi, nella pulizia del sottobosco e dei suoli, nel controllo dei rifiuti abbandonati ai limite delle aree boscate che non solo favoriscono gli incendi, quanto, i fumi sprigionati dalla combustione costituiscono un grave rischio per la salute dell’ambiente e dell’uomo. Ed infine una buona viabilità forestale e la presenza di punti d’acqua sono fondamentali per intervenire in maniera celere in caso di incendi.
Chi farà tutto ciò? Si farà tutto ciò? C’è la volontà per fare tutto ciò? Sono domande a cui va data risposta. Non basta dire “Stop agli incendi”.
*Sezione Alto Tirreno Cosentino





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