«I vantaggi della conurbazione in Calabria»

di Franco Scrima*

In un periodo in cui si parla di riforme istituzionali per snellire l’impalcatura burocratica sulla quale poggia il sistema parlamentare, il pensiero va anche al complesso mondo amministrativo. Oggi la realtà è fatta anche di tante piccole realtà che frazionano il territorio e lo rendono persino inattuale rispetto ad una analisi ormai considerata superata dai tempi e dai mezzi di comunicazione.
In Calabria può capitare che l’organizzazione territoriale dei comuni confinanti si articoli in piccoli numeri, per cui è lecito pensare alla procedura di unificazione anche sotto l’aspetto della conurbazione il cui risultato servirebbe per l’economia e lo sviluppo dei luoghi. Si tratterebbe di comprendere che l’unione di due o più comuni consentirebbe una progettualità significativa con riflessi importanti per l’economia gestionale del nuovo territorio rispetto alla frammentazione precedente. Gestione del territorio, servizi, e funzioni fondamentali avrebbero, in tal caso, ritorni economici importanti frutto della sola condivisione di esperienze e, spesso, anche di progetti che hanno il medesimo obiettivo.
La norma per l’attuazione del piano esiste già (è entrata in vigore il 13 ottobre del 2000) e prevede la unificazione dei territori vicini, così da perseguire la gestione del governo locale con la medesima amministrazione anche se con un più alto numero di abitanti.
Facilitare le conurbazioni significherebbe concorrere a costituire nuovi e più funzionali agglomerati urbani, strutturalmente connessi tra loro, con una consistente diminuzione della spesa per il mantenimento della struttura amministrativa; significa anche dare corpo al principio di “differenziazione dell’amministrazione locale” uguale sostanzialmente alla procedura usata per le città metropolitane.
Si tratta, insomma, di comprendere che l’unione di più comuni consente una progettualità con riflessi sull’economia di cui beneficerebbe la popolazione interessata. La più importante condizione che si possa ottenere attraverso la condivisione di esperienze tra progetti che hanno il medesimo obiettivo è sicuramente lo sviluppo del territorio! Facilitare il principio della conurbazione tra paesi limitrofi significa, dunque, costituire nuovi e più funzionali agglomerati urbani, strutturalmente connessi.
Secondo gli esperti, il termine conurbazione significa rigenerare oltre l’aspetto sociale, anche quello che interessa le modifiche sostanziali spesso carenti nei piccoli centri, come i servizi.
La conurbazione, infatti, andrebbe vista in un’ottica generale che interessa essenzialmente lo sviluppo del territorio, ma anche quello culturale attraverso una vera “saldatura” dei centri abitati. L’accorpamento di comuni limitrofi significa, in soldoni, garantire servizi che, diversamente, una piccola comunità difficilmente potrebbe godere per mancanza di risorse economiche.
In Calabria un esempio di conurbazione tra comuni già esiste, e i protagonisti sono stati i comuni di Corigliano e di Rossano, in provincia di Cosenza. È stata una esperienza che ha prodotto notevoli risvolti positivi in campo economico oltre alla contiguità fisica dei due territori. Quella conurbazione ha creato non solo vantaggi per i riflessi sulla riduzione dei costi, quanto anche una importante collaborazione in campo industriale riguardo ai posti di lavoro. In definitiva è da considerare estremamente positivo aver proceduto alla razionalizzazione della spesa, che ha portato considerevoli benefici in un momento di crisi economica e finanziaria acuta.
L’esperienza di Rossano e Corigliano, in sostanza, ha fatto in modo che venisse riconsiderato il territorio sia per consentire al nuovo Comune di svolgere adeguatamente le sue funzioni e sia di incentivare la residenza in quel territorio.
*giornalista





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