L’anno internazionale della salute delle piante e l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in Calabria

di Luigi Gallo*

«La FAO (Food and Agricolture Organization), ha dichiarato il 2020, l’anno internazionale della salute delle piante allo scopo di sensibilizzare i decisori politici e l’opinione pubblica mondiale sull’importanza delle piante e sulla necessità di proteggerne la salute. Dalle piante, come è noto, dipende la vita dell’uomo in quanto, oltre, all’ossigeno che respiriamo, forniscono il cibo per la nutrizione. La sfida che ci attende è quella di produrre cibo di buona qualità con tecniche sostenibili e conservando la biodiversità agricola in situ. In questa ottica, l’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC), da anni, in Calabria, è impegnata in una intensa attività formativa finalizzata, tra l’altro, all’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari per la difesa delle piante coltivate. I prodotti fitosanitari servono a proteggere i vegetali o parti di essi da tutti gli organismi dannosi, a favorire o regolare i processi vitali dei vegetali, a conservare i prodotti vegetali, a controllare le piante indesiderate o dannose.
La Regione Calabria con la Delibera n. 308 del 27/08/2015, ha approvato le linee guida per l’applicazione in Calabria del Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (D.Lgs.n. 150/2012, Decreto del 22 gennaio 2014, ecc.). Il PAN che recepisce la normativa Europea, prevede, tra l’altro, un sistema di formazione obbligatoria degli utilizzatori finalizzato al rilascio ed al rinnovo dei certificati di abilitazione per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. La Regione Calabria, con la citata delibera, ha delegato l’ARSAC per la formazione. L’ARSAC garantisce questa formazione attraverso i Centri di Divulgazione Agricola (Ce.D.A.) che in tutta la Calabria sono 24 e ognuno ha competenza su una precisa area, dall’area del Pollino all’area dello stretto, caratterizzata dalle diverse peculiarità agricole.
Il personale dei Ce.D.A., specializzato in divulgazione agricola, dal 2016, in tutto il territorio regionale ha già svolto circa 500 corsi con la partecipazione di oltre 15.000 utenti. L’attività di formazione, dopo un periodo di sospensione dovuta al Covid 19, riprenderà come programmata da ogni singolo Ce.D.A. e secondo le disposizioni del Dipartimento Agricoltura. Gli argomenti trattati ai corsi riguardano essenzialmente: la normativa nazionale e comunitaria relativa ai prodotti fitosanitari; definizione e composizione dei prodotti fitosanitari; modalità di azione dei prodotti fitosanitari, rischio per l’ambiente e prodotti fitosanitari a minor impatto ambientale; classificazione e valutazione della pericolosità dei prodotti fitosanitari, effetti sulla salute umana e prevenzione delle intossicazioni; corretta interpretazione delle informazioni riportate in etichetta; concetto di malattia delle piante e metodi di difesa (difesa integrata, difesa biologica, ecc.); attrezzature per la distribuzione e corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.
Dal 1990, la Regione Calabria ha rilasciato le autorizzazioni, secondo la vecchia normativa, per l’acquisto e l’utilizzo dei prodotti fitosanitari molto tossici, tossici e nocivi, affidando la formazione sempre ai Ce.D.A., anche quando dal 2006 questa competenza è passata temporaneamente alle Province. Quindi, dagli anni novanta, senza alcuna interruzione, i Ce.D.A., in tutto il territorio regionale, hanno svolto migliaia di questi corsi, partecipati da decine di migliaia di utenti. Questa attività formativa ha determinato un uso corretto e sostenibile dei prodotti per la difesa delle piante, l’affermazione di metodi di difesa a basso impatto ambientale (difesa integrata, difesa biologica, agricoltura biologica, ecc.) con evidenti effetti positivi non solo sulla salute delle piante coltivate ma anche e soprattutto sulla salute dei consumatori, degli operatori agricoli e sull’ambiente in generale. I risultati ottenuti con questa attività formativa, contribuiscono ad affermano il concetto della “salute unica”, adottato da molti ricercatori e da Organismi Internazionali, basato sulla stretta interconnessione tra la salute dell’uomo, la salute degli animali e la salute dell’ambiente che comprende, ovviamente, anche le piante. Gli scienziati evidenziano, inoltre, che queste tre componenti fanno parte di una sola unità complessa che riesce a vivere e svilupparsi solo se ogni sua parte è salvaguardata. L’alterazione dei rapporti esistenti tra uomo-animale-ambiente può condurre a scompensi nelle loro relazioni ecosistemiche che possono produrre conseguenze anche catastrofiche come, per esempio, la pandemia da Covid 19».

*Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC)





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto