Santelli, vince il buon governo. Ma oggi, non domani

di Paola Militano

Abbiamo dato un taglio al Parlamento (sic!) ma sarà essenziale andare avanti con le riforme costituzionali, con un sistema elettorale adeguato al nuovo schema numerico di Camera e Senato, ma che tenga conto oltre che della quantità anche della qualità dei rappresentanti eletti, designati finora dai partiti.
I cittadini non hanno disertato i seggi – nonostante il Covid – perché consapevoli di essere decisivi, di esprimere una preferenza, di scegliere tra i candidati il sindaco o il presidente di regione, di castigare le élite politiche.
A vincere è il buon governo e non partiti e coalizioni: quello di Zaia, di De Luca, di Toti e di Emiliano che hanno saputo fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid e per questo sono “a prova di virus” anche nel caso di una seconda ondata.
E, sempre complice la pandemia, si è passati dal partito dei sindaci a quello dei governatori, capaci di raddoppiare – se non addirittura triplicare – i consensi personali rispetto a quelli dei partiti di appartenenza.
Ad essere battuto (ma non sconfitto) è il populismo di Matteo Salvini che non è più una narrazione invincibile neanche per Giorgia Meloni perennemente a caccia di consensi nelle riserve della Lega e di quel che resta di Forza Italia.
Sconfitti, come ampiamente prevedibile, i pentastellati, ininfluenti sui territori al pari dei renziani, incapaci di condizionare vittorie e sconfitte.
L’ennesima possibile e probabile spallata non c’è stata ma il Governo non potrà continuare a vivere di “pandemia” a lungo e soprattutto dovrà tenere conto che quindici regioni su venti sono governate dal centrodestra.
In Calabria ad affondare è il Pd (o quel che ne resta) affetto dalla sindrome dell’abbandono e non ancora del tutto consapevole che a Zingaretti ma ancor prima a Renzi, Franceschini, Letta, Serracchiani, Guerini, Martina non è mai importato nulla della Calabria fatto salvo quando c’era da blindare candidati e candidate di altre regioni.
Per il resto la Calabria rimane l’ultimo baluardo di Forza Italia, di quell’idea liberal popolare che passeggia da un bel po’ sul viale del tramonto in compagnia del Carroccio e del suo segretario che vede infrangersi l’accarezzato sogno di trasformare la Lega da padana in nazionale anche sulle coste calabre, sorvegliate da Fratelli d’Italia.
Archiviate anche queste amministrative, la consegna per tutti è di farsi carico finalmente dei problemi vecchi e nuovi della Calabria, di come ripartire, reinventarsi, ricostruire e di come assicurare risorse a sanità, infrastrutture, formazione, occupazione e soprattutto certezze ai calabresi difronte ad un’epidemia che non arretra.
Vince solo il buon governo. Quello di oggi, però, non domani.

paola.militano@corrierecal.it





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