«Destra e sinistra»

di Bruno Gemelli *

Il sondaggista Nando Pagnoncelli ha spiegato giorni fa sul Corriere della sera che il centrodestra risulterebbe primo con qualunque legge elettorale. Tuttavia, questo schieramento potenzialmente vincente, mentre riesce a farsi capire dal proprio elettorato con parole semplici e messaggi diretti, trova difficoltà a riempire di contenuti lo scenario culturale, e qualche volta artistico, del proprio orizzonte. La prova di quest’assunto risiede nel fatto che i vari decisori del centrodestra fanno largo uso di fattispecie nel campo avverso. Pescano altrove non trovando la materia prima nel proprio orto. Nei vari ministeri e governi regionali operano molte risorse che hanno alle spalle un album di famiglia ben caratterizzato e sono molto agili a spostarsi dove c’è carenza di idee.
Talvolta il potere decisionale della destra, per riempire di contenuti il proprio panel, finisce inevitabilmente per coinvolgere gente col pedigree di sinistra. Non è semplice transumanza. Gli spretati o i girovaghi vengono arruolati come se nulla fosse. Professionisti in libertà. È stato sempre così e non c’è nulla cui meravigliarsi, anche se non è un esempio di eleganza e coerenza. Ma tant’è. Forse ciò che è più censurabile è il modo tartufesco di presentare il prodotto come se fosse nato sotto il cavolo.
Morale: chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane.

* giornalista





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