«Non si spenga l’eco delle polemiche su Spirlì»

di Cambiavento

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Non può e non deve spegnersi l’eco delle polemiche seguite alle dichiarazioni rilasciate dal vice-presidente del Consiglio regionale Nino Spirlì, durante un dibattito politico lo scorso tre ottobre, che hanno mortificato l’impegno delle istituzioni e del popolo calabrese nel contrasto ad ogni forma di discriminazione.
L’effetto regressivo e degradante dello Spirlì-pensiero trova nuova linfa, questa volta, non dalla discussione sui contenuti di quelle dichiarazioni, ma da un imbarazzante silenzio. Quello dietro cui si è trincerata la maggioranza consiliare di centro destra del comune di Catanzaro.
Espressamente investita della questione, attraverso la presentazione di una mozione da discutere nello scorso consiglio comunale affinché venissero stigmatizzate le violente dichiarazioni di Nino Spirlì, la maggioranza ha incredibilmente deciso di ignorare la mozione (e con essa anche quella relativa alla irrisolta questione dei tirocinanti), quasi come se il relativo dibattito non meritasse la benché minima attenzione.
Questo silenzio, questa prepotente volontà di ignorare l’argomento sottraendolo alla libera discussione, questa preliminare astinenza dal confronto su una tematica delicata e meritevole di interesse e approfondimento, non può spiegarsi con un generico “essere su posizioni politiche diverse” o con una, sempre comoda, “necessità di affrontare priorità amministrative”.
Questa totale mancanza di confronto sul tema ha a che fare piuttosto con il modo di concepire la funzione dell’Aula da parte della maggioranza. Ancora una volta il Consiglio comunale è spogliato delle sue funzioni e ridotto ad un semplice passacarte o ad una arena dove consumare dispetti, intimidazioni e piccole vendette.
La gravità di questo processo involutivo non può passare inosservata. Tutte le volte che un consigliere, a qualsiasi schieramento politico appartenga, e qualsiasi sia la forza numerica della sua rappresentanza, sottopone una questione al dibattito consiliare, la dimensione pubblica deve garantirgli la presa in discussione della mozione e la partecipazione di tutti.
Non è un dettaglio o un vuoto esercizio di democrazia. E’ la democrazia!
E’ la imprescindibile premessa che assiste la partecipazione della voce del popolo e che dovrebbe trovare realizzazione proprio nel consiglio comunale che è presidio di partecipazione democratica.
La maggior parte degli osservatori di questo episodio è stata distratta dai malumori e dalle fratture di una maggioranza continuamente sotto la pressione delle manovre partitiche dei soliti noti e che ha mostrato evidenti segni di sofferenza, sfociati addirittura in una lunga sospensione dei lavori e in un aggiornamento ad altra seduta, anche questa circostanza avvenuta in spregio al dettato del regolamento comunale. Ma Cambiavento non concederà alcun millimetro a questa ostinata volontà di mortificare lo spazio democratico.
Riproporrà la mozione e, con essa, tutte le altre che riterrà utili alla crescita della città in tutti gli ambiti e le espressioni. Nel caso specifico, come è evidente a tutti, l’esigenza è quella di rafforzare l’eguaglianza e il rispetto dell’altro attraverso concrete azioni anche sul piano culturale.





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