«Lettera a Conte di un cittadino semplice»

di Mimmo Nunnari *

Signor presidente, l’improvvisa scomparsa della presidente della Regione Jole Santelli, oltre al dolore per una vita prematuramente spenta – che Lei, con enorme sensibilità, ha testimoniato recandosi a porgere le condoglianze alla famiglia, a Cosenza – apre in Calabria uno scenario inquietante (da allarme rosso) nella regione italiana “anomalia” dell’Occidente, “sud del sud” tagliato fuori dal resto del Paese, disprezzato dalla coscienza nazionale, ignorato e incompreso dai media, storicamente dimenticato dallo Stato, amministrato da una classe dirigente mediocre, votata alla sudditanza, salvo eccezioni che non mancano, persone per bene che navigano nella solitudine e nel pericolo, come i naufraghi della zattera della Medusa, il famoso dipinto di Theodore Gericault.
In attesa di nuove elezioni, si apre una questione istituzionale spinosa, con la guida di un vice presidente esterno, il signor Nino Spirlì, non eletto, ma nominato in Giunta regionale in quota Lega; diventato ora presidente, per grazia ricevuta.
Signor presidente, tutti gli indicatori economici designano la Calabria fanalino di coda dell’Europa, appena prima delle due enclavi spagnole di Ceuta e Melilla, che si trovano in terra africana. In una situazione siffatta, tutto può accadere, anche che l’equilibrio democratico fragile, nella regione terra madre della mafia più ricca e potente del mondo, vacilli ancora di più, scivolando verso forme istituzionali ibride, a cavallo tra legalità e illegalità, forma questa ultima già molto diffusa, come un cancro maligno, in metastasi. Noi, che amiamo questa terra, e siamo la maggioranza, ci diciamo, mentendo, che dobbiamo farcela da soli a uscire dalla solitudine e dell’emarginazione cui i percorsi non sempre virtuosi della storia italiana ci hanno condannato. Ci diciamo che la Calabria si salva da sola o non si salva. Ma sappiamo che è un’illusione, un residuo di orgoglio che spunta ogni tanto, soprattutto per battere il pregiudizio contro questa nostra terra. Ci vuole altro. Non un commissariamento, per carità , che pure sovente qualcuno ipotizza. Sappiamo, per esperienza vissuta sulla pelle dei cittadini di questa regione, nei comuni, negli enti sanitari , che i commissariamenti sono deleteri: più o meno missioni ragionieristiche punitive e di polizia, che quando si concludono lasciano situazioni peggiori di quelle trovate all’arrivo.
Per rompere questo circolo vizioso di una Calabria sull’orlo del baratro con una sanità allo sfascio – sebbene abbia personale sanitario d’eccellenza – senza infrastrutture, senza scuole, senza lavoro, senza sistema ferroviario, divorata dal sistema burocratico-mafioso-politico che non lascia speranze, al quale è difficile opporsi, c’è l’esigenza di una strategia mirata, pensata ad hoc per la Calabria, che è meridione all’interno del Meridione. Una strategia che ponga riparo alla debolezza istituzionale cronica di questa regione, con l’idea di ricostruire il tessuto connettivo di una presenza dello Stato su cui poi costruire ogni strategia di sviluppo. Anni fa Sergio Zoppi, storico e meridionalista (allora presidente del Formez e poi sottosegretario alle riforme istituzionali, nel Governo Prodi) ravvisò la necessità, specificamente per la Calabria, di un’Autorità di missione, in deroga alla legislazione nazionale e regionale che fosse in grado di raggiungere i traguardi di riorganizzazione e risanamento della pubblica amministrazione e di dotazione di tutte le infrastrutture necessarie, nell’ultima regione d’Italia. Forse, bisognerebbe riprendere quel discorso e l’Autorità (modello ponte di Genova in mano) dovrebbe avere competenze e poteri decisionali di un ministero, supplire e sostituire, vigilando, sull’amministrazione regionale. Non ho l’autorità per farle una proposta del genere ma la nostra Costituzione che dalle nostre parti è stata applicata a scartamento ridotto, fin dalla sua emanazione, non me lo vieta.
Cordiali saluti
Domenico Nunnari
*Giornalista e scrittore

(Questa lettera è stata inviata sul sito istituzionale del presidente del Consiglio, con posta certificata, il 22 ottobre alle ore 12,42)





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