«Politica orizzontale per il rilancio della Calabria»

di Franco Scrima*

Ipotizzando che i partiti rappresentati in Consiglio Regionale, gli stessi che si stanno dando da fare per completare nel breve periodo gli adempimenti necessari per eleggere il nuovo Consiglio, mi chiedessero di indicare io un nominativo scegliendolo dal “platoon” dell’attuale maggioranza non esiterei a suggerire il nome dell’onorevole Wanda Ferro. Reputo la deputata di Fratelli d’Italia la persona politicamente più preparata ed equilibrata del “platoon” dell’attuale maggioranza, capace di svolgere quel ruolo e quelle funzioni con competenza e capacità. Considero Ferro, al di là delle sue ideologie, un politico di assoluto valore, capace di dialogare costruttivamente con le opposizioni per portare avanti un progetto di ristrutturazione della Calabria. Regione che, come ha scritto qualcuno, ha un grande bisogno di essere governata da una classe politica nuova, costituita da persone professionalmente all’altezza del compito e moralmente sane; uomini e donne che riescano a superare il gap ideologico, spesso motivo di chiusure ingiustificabili, e che si impegnino e lavorino per far decollare l’economia della regione.
Quel che è certo è che in Calabria sono mancate finora sia le strategie politiche sia le capacità per raggiungere quei traguardi che producono risorse per i territori amministrati. E dire che In questa parte del Paese c’è urgente bisogno che venga invertito il senso di marcia in modo da favorire il raggiungimento di gradi di maturazione tali da rendere risultati positivi. Ecco perché è indispensabile rimboccarsi le maniche e ritrovarsi a remare tutti nella stessa direzione avendo come obiettivo il decollo della regione.
Per ottenerlo bisogna che venga assimilato quel principio universale noto come «il principio delle relazioni tra Paesi che riconosce alle popolazioni il diritto dell’uguaglianza». Una strada che si può percorrere solo se si è in grado di lavorare mettendo da parte il proprio interesse personale e spendersi nell’interesse generale della popolazione che si dovrebbe amministrare e rappresentare.
Forse è indispensabile un “armistizio” che sospenda le regole di ciascun schieramento politico per soffermarsi sul flusso degli interessi collettivi della Calabria. Guardare alle politiche dell’Unione europea per gli investimenti nelle regioni, che sostengono i progetti che si prefiggono di creare posti di lavoro, che siano competitivi e abbiano come finalità oltre alla crescita economica, anche i tenori di vita più elevati della popolazione e lo sviluppo sostenibile.
Se continueremo ad essere condizionati e supportati da movimenti politici ondivaghi
dentro i quali prevale l’egoismo di bandiera e la “privatizzazione” della politica, non saremo mai in grado di far compiere alla Calabria alcun passo in avanti. In questo estremo lembo dello “stivale”, più che altrove, c’è bisogno di una politica nuova, quella che gli esperti chiamano “la politica orizzontale”, che è una forma di partecipazione moderna che va oltre i partiti che, a loro volta, si trasformano sia nella forma che nel ruolo.
*giornalista





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