«Non possiamo continuare con un governo che regola solo l’ordinario»

di Gianni Speranza*

La pandemia  si aggrava  drammaticamente ogni giorno anche in Calabria. Non solo i contagi ma i ricoveri in terapia intensiva, purtroppo i decessi.  Crescono crisi economica e disuguaglianze. Sono diverse le imprese costrette a chiudere, aumenta ulteriormente la disoccupazione e quindi la disperazione sociale. Avremo mesi molto difficili davanti a noi. In questa situazione è giusto attenersi alla sostanza della legge e dello Statuto Calabrese e votare per eleggere Presidente e consiglio regionale a breve (dicembre/ gennaio massimo) o invece si deve accettare il tentativo di rinviare il voto alla fine della  prossima primavera? Già il fatto che l’ultima seduta del consiglio regionale ormai decaduto sia stata  fissata con il consenso di tutti i capi gruppo per il 10 novembre fa comprendere a noi cittadini come ci sia una volontà dilatoria. Esprimo sinceramente la mia opinione anche perché non ho intenzione di candidarmi alle prossime elezioni. Sicuramente è difficile, problematico organizzare elezioni e tenerle mentre è in corso una pandemia che limita fortemente la vita civile, impedisce quella collettiva per gli obbligatori distanziamenti. Ma onestamente credo che proprio la drammaticità della situazione sanitaria e sociale debba essere affrontata da un governo e da un consiglio che abbiano non solo legittimazione ma soprattutto i poteri necessari per fare le scelte dovute, possibilmente adeguate, anche quelle che nell’immediato possono sembrare  antipopolari. Come si può immaginare di andare avanti 7/8 mesi  con il Consiglio ormai a casa e con un governo decaduto che non può svolgere alcuna attività oltre all’ordinarissima amministrazione?  Una campagna elettorale di molti mesi  con tutti “gli annessi e connessi “non  costituirebbe  un  ulteriore colpo alla nostra comunità in questa situazione così delicata? Io penso proprio di sì. Il vuoto amministrativo e di governo incredibilmente lungo di una istituzione che ha poteri fondamentali nella sanità e nei settori economici al quale si accoppierebbe il clima propagandistico, strumentale e sostanzialmente immobilistico di una lunghissima campagna elettorale  porterebbe a moltiplicare gli effetti tragici della pandemia. Costituirebbe una seconda pandemia e quindi è nettamente preferibile la strada di una votazione  nei termini e nei tempi brevi   previsti dalla legge. Le ragioni della sicurezza dei calabresi si intrecciano con quelle della democrazia. Si può organizzare con  grande prudenza l’accesso ai seggi elettorali evitando gli assembramenti   pericolosi. Del resto si è votato pochi giorni fa a Reggio, Crotone, in tanti comuni calabresi, in regioni fondamentali dell’Italia se vogliamo ragionare di luoghi a noi vicini. E poi a che serve rinviare? Discutiamo  apertamente. Il precedente del lungo periodo tra le dimissioni di Scopelliti ed il voto di novembre 2014 fa rabbrividire. Un solo dato: fu varata una legge che non introdusse la doppia preferenza di genere ma stabilì uno sbarramento all’8% per chi sostiene un candidato alla Presidenza. Ciò ha comportato che, a gennaio di quest’anno nelle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale sia il movimento 5 stelle, sia il movimento per Carlo Tansi presidente non sono entrati in consiglio regionale pur avendo superato abbondantemente il 7%. È inaccettabile sul piano democratico e civile che un terzo dei cittadini  che sono andati a votare non abbiano rappresentanza alcuna. È veramente vergognoso sul piano democratico e civile. Sarà benemerito chi vorrà in futuro porre fine a questo scandalo. In queste ultime settimane i calabresi, al di là degli schieramenti e delle appartenenze politiche, hanno partecipato in maniera generalizzata al dolore per la prematura  scomparsa della Presidente Santelli. Questa morte ha lasciato  tutti senza parole, anche chi sapeva che la Presidente stava male da tempo. Il rimpianto sincero per una vita giovane, per una persona che sprizzava voglia di vivere , allegria ed anche simpatia verso gli altri è  un sentimento che non fa venire meno il giudizio negativo sulla istituzione  regionale e sulla  politica regionale. Ci deve essere molta attenzione ed un dibattito pubblico ed aperto su quello che avverrà nei prossimi giorni. Anche i leader nazionali non se la possono cavare solo con la storia dei consiglieri regionali attaccati al posto. C’ è anche una loro responsabilità. Sarebbe auspicabile da parte di noi cittadini lo stesso livello di attenzione e discussione che si sta sviluppando sul corto realizzato da Muccino sulla Calabria.
*già sindaco di Lamezia Terme





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